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Biblioteca: Grandi classici latini

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Messaggio Da Gran Ciambellano Ven Gen 30, 2015 1:06 pm

Biblioteca: Grandi classici latini 1zmf6uv

Lo bon maestro cominciò a dire : 
" Mira colui con quella spada in mano, 
che vien dinanzi ai tre sì come sire: 
quelli è Omero poeta sovrano; 
l'altro è Orazio satiro che vene; 
Ovidio è 'l terzo, e l'ultimo Lucano. 
Però che ciascun meco si convene 
nel nome che sonò la voce sola, 
fannomi onore, e di ciò fanno bene". 
(Inferno - Canto IV - 85-93)





Apuleio, L’asino d’oro


Apuleio, Sulla magia


Catullo, Poesie


Cesare, La guerra gallica


Cesare, La guerra civile


Cicerone, Contro Catilina


Cicerone, Il fato – Il sogno di Scipione


Cicerone, La vecchiaia – L’amicizia


Cicerone, Dei doveri


Cicerone, Dello Stato


Cicerone, Tusculane


Cicerone, Bruto


Cicerone, Filippiche


Cicerone, Sulla natura degli dei


Fedro, Favole


Giovenale, Satire


Livio, Storia di Roma


Lucano, Farsaglia


Lucrezio, La natura


Marziale, Epigrammi


Orazio, Epistole


Orazio, Le satire


Orazio, Odi – Epodi


Ovidio, Amori


Ovidio, Eroidi


Ovidio, Metamorfosi


Ovidio, Tristia


Persio, Satire


Petronio, Satiricon


Plauto, Anfitrione – Bacchidi – Menecmi


Plauto, Miles gloriosus


Properzio, Elegie


Sallustio, La congiura di Catilina


Sallustio, La guerra giugurtina


Seneca, Lettere a Lucilio


Seneca, Edipo


Seneca, Dialoghi


Svetonio, Vita dei Cesari


Tacito, Agricola – Germania


Tacito, Annali


Tacito, Storie


Terenzio, Commedie


Tibullo, Elegie


Virgilio, Eneide


Virgilio, Georgiche


Virgilio, Bucoliche
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Messaggio Da Gran Ciambellano Gio Mag 21, 2015 11:02 am

Biblioteca: Grandi classici latini M7b7fo  Tito Maccio Plauto (Sarsina, 255 a.C. .ca - 184 a.C.): le venti commedie che risalivano alla scelta canonica di Varrone continuano ad essere ricopiate per tutto il Medioevo, ma la lettura diretta di Plauto rimase un fatto eccezionale.




Biblioteca: Grandi classici latini 20ax99g Publio Terenzio Afro (Cartagine, 195 a.C. - Stinfalo, 159 a.C.) : continuò a tenere la scena anche dopo la sua morte ed ebbe sempre il favore dei critici più colti e sensibili, che apprezzavano soprattutto la purezza della sua lingua (la lingua urbana dei ceti colti) e la raffinatezza del suo stile. Cicerone, nell’epigramma esametrico riportato nella Vita Terenti, attribuisce a Terenzio un linguaggio scelto insieme a urbanità e a dolcezza del dire. Moderazione dei sentimenti, valori etici apprezzati anche da Agostino, purezza di lingua che faceva di Terenzio un modello di stile: queste le cause che introdussero ben presto le commedie terenziane nella scuola. Nel X secolo Roswitha, monaca del monastero tedesco di Gandersheim (in Bassa Sassonia), la prima poetessa tedesca della storia, per quanto abbia scritto soltanto in lingua latina, compose sei commedie in prosa rimata modellate sulle commedie di Terenzio: intrecci di storie edificanti con il cristiano lieto fine del trionfo delle virtù. Il Medioevo, come l’antichità, dedicò commenti a Terenzio.




Biblioteca: Grandi classici latini 2lln2tu Marco Porcio Catone il Censore (Tusculum, 234 a.C. – 149 a.C.): il personaggio di Catone avrà l’onore di varie biografie, ultima quella contenuta nell’anonima opera De viris illustribus del IV secolo. Dopo il IV secolo la conoscenza diretta delle sue opere va scomparendo: sotto il suo nome circolava ormai una raccolta di massime morali in versi, i cosidetti Disticha o Dicta Catonis. Soltanto il De agri cultura sopravviverà integralmente in virtù della sua tecnicità e della sua funzione utilitaristica.




Biblioteca: Grandi classici latini Rgyquq  Gaio Valerio Catullo (Verona, 84 a.C. – Roma, 54 a.C.): esercitò un influsso profondo sui più grandi poeti augustei, soprattutto sugli elegiaci, Tibullo e Properzio, e anche sulla poesia imperiale, in particolare l’onore resogli da Marziale, che lo considera il punto di riferimento costante della propria poesia. Fu invece pochissimo noto nel Medioevo: nel IX secolo, proprio nella sua Verona, il Vescovo Raterio recuperò un codice contenente i carmi di Catullo che sarebbe poi scomparso di nuovo e riemerso solo nel secolo XIII (da esso dipende tutta la nostra tradizione).




Biblioteca: Grandi classici latini 6xvqlt Tito Lucrezio Caro (Pompei/Ercolano, 98 a.C. – Roma, 50 a.C.): completa assenza del poeta del De Rerum natura dalle opere filosofiche di Cicerone, dove pure la confutazione dell’epicureismo ha larga parte. Si è pensato che Cicerone abbia voluto appositamente ignorare il De Rerum Natura e sminuirne così il valore. Gli autori cristiani leggono Lucrezio e ne criticano apertamente le posizioni, ma a partire dai secoli successivi incominciano a perdersi le tracce dell’opera.




Biblioteca: Grandi classici latini 34yy2jp Marco Tullio Cicerone (Arpino, 106 a.C. – Formia, 43 a.C.): per il Medioevo cristiano Cicerone è uno dei massimi mediatori delle idee e dei valori della civiltà antica, maestro di filosofia e di arte retorica. Dante, che pure non lo colloca fra i sommi prosatori, ne ricorda spesso soprattutto le opere filosofiche.
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