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Antonio di Padova, biografia in breve

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Messaggio Da Bartolomeo Gio Feb 06, 2020 11:11 am

Antonio di Padova, nasce nel Regno del Portogallo, nella città portuale di Lisbona, il 15 agosto 1195, sotto il regno di Sancho I il Popolatore della Real Casa capetingia di Borgogna del Portogallo (Coimbra, 1154-1212), pronipote di Henri de Bourgogne, erede al trono del Ducato di Borgogna, (1035-1074). Egli era il primogenito di Martinho Afonso de Bulhoes, Cavaliere del Re, secondo alcuni discendente di Godefroy de Bouillon, coraggioso e valoroso Cavaliere franco che partecipò, in veste di comandante, alla Prima Crociata (1096-1099) e divenne Advocatus Sancti Sepulchri, all'indomani della liberazione dal giogo islamico di Gerusalemme (15 luglio 1099), titolo che preferì a quello di Rex, affermando che il vero Re di Gerusalemme è Cristo, e della sua consorte Maria Tarasia Taveira. La residenza di questa nobile ed agiata famiglia si trovava nei pressi della Cattedrale di Lisbona, la Chiesa di Santa Maria Maggiore o Sede episcopalis di Lisbona (fatta edificare dal Re del Portogallo, Alfonso I el Conquistador, nel 1150, tre anni dopo aver sottratto la città ai Mori, per dare qui una cattedra al nuovo Vescovo di Lisbona, il crociato inglese Gilbert di Hastings, là dove prima sorgeva una vecchia moschea), dove Antonio fu battezzato dal Vescovo Soeiro Aines con il nome di Fernando: Fernando Martins de Bulhoes. Dai canonici della Cattedrale Fernando ricevette la sua prima educazione spirituale. A soli quindici anni, rinunciando a divenire un Cavaliere come il padre, lui che ne era il primogenito, nel 1210, decide di entrare a far parte dell'Ordo Canonicorum Regularium Sanctae Crucis (Ordine di canonici regolari fondato nel 1131 dall'Arcidiacono della Diocesi di Coimbra, Dom Tello, insieme ad alcuni compagni, con l'erezione del Mosteiro de Santa Cruz su un terreno, sito fuori le mura di Coimbra, loro donato dal Re del Portogallo Alfonso I: la congregazione adottò la Regola di Sant'Agostino e scelse come proprio Priore Teotonio (morto a Coimbra il 18 febbraio 1162, fu il primo santo del Portogallo, canonizzato nel 1163 da Papa Alessandro III), presso l'Abbazia di San Vincenzo di Lisbona, dove la fede e lo spirito contemplativo, la grazia dello Spirito Santo gli resero sopportabili le lunghe veglie, i frequenti digiuni, la parsimonia dei cibi, la rozzezza delle vesti, la volontaria povertà, l'obbedienza pronta. Anzi, preferendo un maggior raccoglimento, ostacolato dalle frequenti visite di parenti e amici, dopo due anni, nel 1212, a 17 anni, chiese ed ottenne il trasferimento presso il Mosteiro de Santa Cruz a Coimbra, allora capitale del Regno del Portogallo (1139-1255), distante 230 km da Lisbona. Qui ricevette l'ordinazione sacerdotale (allora Vescovo di Coimbra era Mons. Pedro Soares) ed essendo versato nella predicazione e nello studio delle Sacre Scritture sembrava essere destinato a divenire una colonna portante dell'Ordine dei Canonici Regolari della Santa Croce.

In quello stesso anno, moriva il Re del Portogallo Sancho I e gli succedeva il figlio Alfonso II, destinato a regnare fino al 1223, vivendo stabilmente a Coimbra. Re devoto e rispettoso delle prerogative dei religiosi, nominò come priore del Mosteiro de Santa Cruz un uomo a lui legato e fidato, ma dotato di una scarsa attitudine alla vita ascetica e spirituale così come a gestire il monastero: questi, infatti, ne dilapidò in breve le ingenti risorse, ostentando uno stile di vita palesemente mondano, quindi molto lontano dallo spirito proprio di un Ordine religioso. La fama della sua condotta giunse fino a Roma, dove Papa Onorio III (1216-1227), nel 1220, promulgò a suo carico un decreto di scomunica. Nonostante ciò, godendo dell'incondizionato sostegno del sovrano e data la distanza dalla Santa Sede, il priore se ne disinteressò completamente, non senza acuire ulteriormente la divisione tra i canonici. Nel frattempo, Fernando, in quegli otto anni, rimase nel Mosteiro di Coimbra, potendo lì beneficiare della disponibilità di una grande biblioteca, il che gli permise di dedicarsi in modo assiduo allo studio teologico, gettando così le solide basi della sua vasta cultura.
Bartolomeo
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