Il Cielo sceso in Terra
Vuoi reagire a questo messaggio? Crea un account in pochi clic o accedi per continuare.

Calendario storico

Andare in basso

Calendario storico Empty Calendario storico

Messaggio Da Bartolomeo Gio Gen 09, 2020 11:17 am

Calendario storico


Gennaio




1° gennaio, Circoncisione di Nostro Signore - a. D. 1001 - Il principe magiaro Stefano, che verrà canonizzato da Papa Gregorio VII nel 1083 come santo Stefano d'Ungheria, viene incoronato Re apostolico d'Ungheria, dopo essere stato riconosciuto ufficialmente tale da Papa Silvestro II, con l'invio di una magnifica corona d'oro e pietre preziose, la Sacra Corona d'Ungheria, accompagnata dalla Croce apostolica e da una lettera di benedizione.

2 gennaio, san Macario martire (250) - Cattedrale di San Macario, Aberdeen, Regno di Scozia, edificata nel 1157 - a. D. 1492 - Los Reyes Catolicos, Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia, portano a termine l'epopea della Reconquista, espellendo dalla penisola iberica l'ultimo sultano di Granada, Muhammad XII, conosciuto come Boabdil  

3 gennaio, santa Geneviève, vergine franca, (512), Patrona di Parigi e delle forze armate - Chiesa di Sainte Geneviève a Parigi (dal 1791, Panthéon), edificata dal Re dei Franchi Clodoveo, su esortazione della santa stessa, agli inizi del VI secolo, in origine dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo, dal 520 alla santa, con annesso monastero, anch'esso dedicato alla santa, affidato dapprima ai Benedettini quindi ai Canonici agostiniani, che, nel XIII secolo, lo dotarono di una Biblioteca e di uno studium dove insegnò anche il teologo e filosofo Pietro Abelardo. Nel 1746 la chiesa venne ricostruita e sormontata da una grande cupola in stile neoclassico - a. D. 1521 - Papa Leone X, con la bolla Decet Romanum Pontificem, scomunica il teologo agostiniano Martin Lutero, per non aver ritrattato i 41 errori desunti dalle 95 tesi da lui affisse, nel 1517, alla porta della chiesa del castello di Wittenberg e da suoi scritti successivi

4 gennaio, beata Angela da Foligno, terziaria dell'Ordine Francescano e mistica, (1248-1309), Patrona delle vedove, beatificata da Papa Innocenzo XII nel 1693 - a. D. 1432 - Il senatore della Serenissima Repubblica di Venezia, mercante e navigatore, Pietro Querini, Nobilis Homo, in seguito a un naufragio oltre il Circolo polare artico, trova rifugio insieme alla sua ciurma presso le abitazioni dei pescatori di merluzzo dell'isola di Rustene. Di questa sua avventura il patrizio veneziano scriverà una dettagliata relazione per il Senato, oggi conservata nella Biblioteca Apostolica Vaticana

5 gennaio, Santissimo Nome di Gesù (culto liturgico diffuso nel XV secolo da san Bernardino da Siena, dell'Ordine dei Frati Minori, che ne ottenne il riconoscimento ufficiale: il simbolismo solare associato a Cristo, utilizzato da Bernardino e difeso da san Giovanni da Capestrano, anch'egli appartenente all'Ordine dei Frati Minori Osservanti, fu approvato da Papa Martino V nel 1450. Nel 1530, Papa Clemente VII autorizzò l'Ordine dei Frati Minori a recitare l'Ufficio del Santissimo Nome di Gesù. La liturgia del Santissimo Nome di Gesù fu estesa a tutta la Chiesa da Papa Innocenzo XIII nel 1721) - Chiesa del Santissimo Nome di Gesù, a Roma, è la chiesa madre della Compagnia di Gesù, edificata secondo lo spirito dei decreti del Concilio di Trento, tra il 1568 e il 1580, in adempimento di un desiderio del fondatore sant'Ignazio di Loyola, quando Generale della Compagnia era Francesco Borgia, con il decisivo apporto finanziario del Cardinale Alessandro Farnese. Alla progettazione nel 1554 era stato chiamato Michelangelo al quale nel 1568 subentrò Jacopo Barozzi da Vignola. La chiesa verrà consacrata il 25 novembre del 1584  - a. D. 1484 - Papa Innocenzo VIII, con la bolla Summis desiderantes affectibus, condanna la stregoneria e l'astrologia

6 gennaio, Epifania di Nostro Signore (nel III secolo le comunità cristiane del Vicino Oriente associano il termine Epifania ai tre segni rivelatori della divinità e regalità di Cristo: l'adorazione dei Magi, il battesimo nel Giordano, il miracolo alle nozze di Cana. Dal IV secolo adorazione dei Magi e battesimo nel Giordano divengono due ricorrenze separate. L'Epifania dà inizio al tempo liturgico d'Epifania, della durata di otto giorni, comprensivo anche della festività della Sacra Famiglia, celebrata la prima domenica dopo l'Epifania, e la commemorazione del Battesimo di Gesù nel Giordano, il 13 gennaio) - la Cattedrale metropolitana dei Santi Pietro e Maria, a Colonia, venne edificata dal 1248 per ospitare le reliquie dei santi Magi, portate da Milano (dove erano state custodite dal IV secolo nella Basilica di Sant'Eustorgio, dopo che l'Imperatore Costante le aveva fatte traslare, su richiesta dello stesso Vescovo Eustorgio, dalla Basilica di Santa Sofia a Costantinopoli, dove erano state portate dalla madre di Costantino il Grande, sant'Elena, di ritorno dal suo pellegrinaggio in Terra Santa) dall'Imperatore Federico Barbarossa e consegnate all'Arcivescovo della città renana, nonché Margravio di Toscana e Arcicancelliere imperiale, Rainald von Dassel, nel 1164. La Cattedrale venne consacrata nel 1322 - a. D. 1449 - Costantino XI Paleologo, aderente ai canoni del Concilio di Firenze del 1439 che aveva sancito l'unione tra la Chiesa latina di Roma e quella greca di Costantinopoli, nella speranza di potersi avvalere dell'aiuto dei Latini nel resistere alle minacce dei Turchi Ottomani, succede al fratello Giovanni VIII Paleologo nella qualità di Basileus dei Romei, senza però venire mai incoronato ufficialmente

7 gennaio, san Luciano di Antiochia, presbitero, teologo e martire, (235-312) - le reliquie del santo sono custodite nella chiesa di Santa Maria Assunta in cielo di Lusciano, nella Diocesi di Aversa, consacrata nel 1300 - a. D. 1566 - Il teologo domenicano Antonio Michele Ghislieri, già Grande Inquisitore della Congregazione della Romana e Universale Inquisizione, creato cardinale da Papa Paolo IV (Gian Pietro Carafa) nel 1557, viene eletto al soglio di Pietro e prende per sé il nome di Pio V

8 gennaio, san Severino abate, Apostolo del Norico, (410-482), Patrono di Austria e Baviera - chiesa di San Severino abate, a San Severo, chiesa matrice attestata per la prima volta nel 1059: il culto del Santo Apostolo del Norico fu diffuso in quella che è la Diocesi di San Severo dai monaci benedettini di Montecassino che su quella variante della Via Francigena, nota come Via Sacra Longobardorum, edificarono nell'XI secolo una primitiva chiesetta dedicata al santo e nei pressi di questa, in virtù del continuo afflusso di pellegrini diretti al santuario micaelico di Monte Sant'Angelo e dell'ininterrotto spostamento di uomini e merci, sorse il borgo fortificato Castellum Sancti Severini. L'originaria chiesetta benedettina fu in una più capiente chiesa a unica navata prima del 1224, anno in cui fu riconsacrata dal Vescovo di Melfi, Risandro - a. D. 1198 - Lotario dei Conti di Segni, creato cardinale da Papa Clemente III (Paolo Scolari) nel 1190, viene eletto al soglio di Pietro e prende per sé il nome di Innocenzo III

9 gennaio, santi Giuliano e Basilissa, coniugi martiri, (304) - Chiesa di San Zulian, nel sestiere di San Marco a Venezia, edificata nell'832, il primo documento che attesta con certezza la sua esistenza risale al 1061. Agli inizi del XII secolo risulta essere soggetta alla speciale giurisdizione della Basilica di San Marco e del suo primicerio, reggente della cappella privata del Doge, la Basilica di San Marco appunto, delle Scole Marciane ad essa collegate. Per offerta del medico ed erudito Tommaso Rangone da Ravenna (1493-1577) e con approvazione del Senato della Repubblica, nel 1553 hanno inizio i lavori di ristrutturazione della chiesa, la cui facciata viene realizzata dall'architetto e scultore di origine fiorentina, trasferitosi a Venezia nel 1527, Jacopo Sansovino (1486-1570), alla cui morte i lavori verranno portati avanti dallo scultore manierista, di origine trentina, Alessandro Vittoria (1525-1608), che nel 1543 era entrato a far parte della bottega di Sansovino a Venezia, collaborando con il suo maestro, nel 1550, alle sculture della Libreria Marciana - a. D. 1448 - Al tempo dell'effimera Aurea Repubblica Ambrosiana, retta dai Capitani e Difensori della Libertà della illustre ed eccelsa Città di Milano, si tiene nella stessa Milano la prima lotteria italiana

10 gennaio, sant'Aldo eremita, monaco longobardo dell'Ordine di San Colombano (VIII secolo) - Nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista a Carbonara al Ticino, nel pavese, (ricostruita nel 1753) si trova la cappella dedicata a sant'Aldo eremita, copatrono della città, che prende il nome dalla foresta che si estendeva tra l'abitato e il Ticino, nota in antichità come Sylva Carbonaria, nome dovuto al fatto che essa veniva periodicamente incendiata per ricavarne carbone. In mezzo alla selva passava la Strada Regina che collegava la Via Aemilia, all'altezza di Piacenza, con Pavia, per poi proseguire verso Lomello, Vercelli e Torino ed infine raggiungere la Gallia. Fin dall'epoca longobarda il territorio rientrava nei possedimenti della corte regia dell'Abbazia di San Colombano a Bobbio (monastero fondato dallo stesso san Colombano nel 614): un diploma regio del Re longobardo Cuniperto, datato intorno al 690, menziona Carbonara in quanto lo stesso era stato emesso in Curte Carbonaria, venendo la zona riconosciuta la prerogativa di feudo regio. In origine era un centro religioso monastico dell'Ordine colombaniano (la cui Regola fu dettata da san Colombano intorno al 591, a Luxeuil in Franca Contea). Il primo impulso alla sua creazione era stato dato proprio dal monaco eremita sant'Aldo, il quale in Sylva Carbonaria, insieme ad alcuni suoi confratelli, trascorse gli ultimi anni della sua vita in preghiera nonché dedicandosi ad opere di bonifica e alla lavorazione del carbone nelle locali carbonaie. Attorno all'VIII secolo sorse il monastero colombaniano di Santa Maria di Carbonaria, il quale gestiva la produzione del carbone di legna nonché un ospitale in cui dava accoglienza a pellegrini e mendicanti e si prendeva cura degli infermi. Nello stesso secolo la popolazione locale dedicò al santo eremita un oratorio all'interno del borgo, custodendone le spoglie per un lungo periodo. Successivamente si ebbe una prima traslazione del corpo del santo nella chiesa di San Colombano Maggiore a Pavia (chiesa di origine longobarda, gestita dai monaci di San Colombano di Bobbio, attestata da documenti fin dal IX secolo), la cui parrocchia è citata per la prima volta nei documenti dell'estimo pavese del 1250. La parrocchia di San Colombano a Pavia verrà soppressa nel 1565 e la chiesa ridotta a magazzino: in quell'anno il corpo del santo eremita verrà nuovamente traslato nel Duomo di Pavia, la Cattedrale di Santo Stefano Martire e Santa Maria Assunta (i cui lavori di costruzione erano iniziati nel 1488, per iniziativa del Cardinale Ascanio Sforza, Vescovo di Pavia, sotto la direzione dell'architetto pavese Cristoforo Rocchi, ben presto affiancato dal concittadino, architetto e scultore, Giovanni Antonio Amadeo, e con il contributo progettuale dell'architetto e pittore marchigiano Bramate) ed infine, nel 1573 nell'altare maggiore nella Basilica di San Michele Maggiore (una delle prime chiese intitolate a San Michele Arcangelo, edificata al tempo del Re longobardo Grimoaldo, 662-671, ancora in età carolingia affidata ai monaci colombaniani della potente abbazia di san Colombano a Bobbio, titolare di un grande e ricco feudo reale e imperiale monastico: sede di cerimonie ufficiali e chiesa palatina, legata al vicino palazzo dei Reges totius Italiae) - a. D. 1072 - Il principe normanno Roberto d'Altavilla, detto il Guiscardo,ossia l'Astuto, Robertus Guiscardus, Duca di Puglia e di Calabria, al termine di un lungo assedio, ottiene la consegna di Palermo, il che segna la fine del dominio arabo - islamico in Sicilia

11 gennaio, sant'Igino, Papa e martire, (142), sepolto nella Necropoli vaticana - a. D. 1158 - Dopo aver accompagnato, nel 1147, il Re dei Romani Corrado III alla seconda Crociata, Vladislao II, per volontà del successore e futuro Imperatore Federico Barbarossa, diventa Re di Boemia

12 gennaio, Sacra Famiglia (festa celebrata localmente fin dal XVII secolo; nel 1921 Papa Benedetto XV la estese a tutta la Chiesa, fissandola alla Domenica compresa nell'ottava dell'Epifania); san Modesto martire (III/IV secolo) - a. D. 1777 - Nel Nuovo Mondo, i coloni spagnoli, sudditi del Re cattolico Carlo III di Borbone, fondano in California la missione di Santa Clara de Asis, l'odierna Santa Clara

13 gennaio, Battesimo di Nostro Signore (nel giorno dell'ottava dell'Epifania) - a. D. 1435 - A seguito della colonizzazione spagnola delle isole Canarie e alla riduzione in schiavitù della popolazione indigena, Papa Eugenio IV indirizza al Vescovo locale, Fernando de Lanzarote, la bolla Sicut dudum, la quale costituisce il primo documento pontificio di condanna della schiavitù: a pena di scomunica ipso facto, i coloni spagnoli vengono obbligati a rimettere in libertà la popolazione indigena entro quindici giorni dalla ricezione della bolla stessa, proclamando che tali persone erano da considerasi totaliter liberos perpetuo esse. I successori del Sommo Pontefice, Pio II e Sisto IV dovettero ribadire, stante la ritrosia degli spagnoli, l'illiceità della schiavitù nelle isole Canarie

14 gennaio, sant'Ilario Vescovo di Poitiers (349-367), confessore e proclamato Dottore della Chiesa da Papa Pio IX nel 1851 (310-367), Patrono di Parma - a. D. 1526 - Con il Trattato di Madrid, l'Imperatore eletto dei Romani, Carlo V d'Asburgo, impone al Re di Francia, Francesco I di Valois, fatto prigioniero sul campo di battaglia di Pavia l'anno precedente (24 febbraio 1525), in cambio della sua liberazione, la rinuncia alle sue pretese sul Regno di Napoli, sul Ducato di Milano e sulla Borgogna, nonché la consegna in ostaggio dei suoi figli Francesco, Delfino di Francia e Duca di Bretagna, ed Enrico, Duca d'Orléans, oltre al pagamento di un cospicuo indennizzo

15 gennaio, san Paolo di Tebe anacoreta (230-335), primo eremita e confessore, Patrono dei fabbricanti di stuoie; san Mauro abate (della comunità benedettina di Montecassino e fondatore del monastero di Glanfeuil nell'Angiò, sulla riva meridionale della Loira e a oriente di Angers), discepolo di san Benedetto da Norcia (516-588), Patrono dei giardinieri, carbonai e calderai; nel 1618 i monaci della congregazione benedettina sorta in quell'anno presso l'abbazia parigina di Saint-Germain-des-Prés, che sarà approvata da Papa Gregorio XV nel 1621 e sarà nota come Congregazione di San Mauro, prendono il nome di Maurini o Mauristi - a. D. 1296 - Le Curiae generales, ufficialmente denominate, a partire da Federico II di Svevia, Colloquia generalia, alle quali prendono parte la nobiltà e il clero dell'isola, riunite per l'occasione presso il Castello Ursino di Catania, fatto edificare dallo stesso Federico II, riconoscono Federico III d'Aragona, figlio di Pietro III il Grande, Re della Corona d'Aragona, e di Costanza di Svevia, come Re di Sicilia

16 gennaio, san Marcello Papa (308-309) e martire - a. D. 1120 - Al Concilio di Nablus, convocato dal Patriarca latino di Gerusalemme Germond de Picquigny e dal Re di Gerusalemme Baldovino II di Rethel, un'assemblea di prelati e nobili del Regnum Hierosolimitanum, fissa per iscritto le prime leggi del Regno e, in quella stessa occasione, viene approvata la creazione dei Pauperes commilitones Christi Templique Solomonici, Ordine religioso cavalleresco retto dal Gran Maestro Hugues de Payns e al quale è affidata la missione di rendere sicuro il viaggio dei pellegrini diretti al Santo Sepolcro di Gerusalemme, così come agli altri luoghi di culto della Terra Santa

17 gennaio, sant'Antonio abate, l'Anacoreta, guida spirituale dei Padri del deserto (251-356), Patrono dei macellai e dei canestrai, nonché degli animali domestici, invocato contro il fuoco di Sant'Antonio (herpes zoster) - a. D. 1377 - Sostenuto dalle preghiere e dalle appassionate esortazioni della giovane santa Caterina da Siena, terziaria domenicana, giunta appositamente ad Avignone il 18 giugno 1376, Papa Gregorio XI riporta la Santa Sede a Roma

18 gennaio, Cattedra di san Pietro a Roma (festività risalente al III secolo; nella redazione risalente al IX secolo del Martirologio geronimiano, attribuito al Dottore della Chiesa san Girolamo (347-420), la data della festa, dedicata alla cattedra di san Pietro Apostolo a Roma, viene fissata il 18 gennaio; festa liturgica istituita nel 1558 da Papa Paolo IV contro gli errori dei protestanti che mettevano in dubbio il soggiorno di san Pietro a Roma; i Papi san Pio X e Benedetto XV fecero di questa festa liturgica e dell'ottavario che ne segue, fino al 25 gennaio, l'occasione in cui i cattolici sono invitati a pregare per il ritorno alla comunione con Roma degli eretici e dei scismatici e per la conversione dei non cattolici in genere, ebrei, maomettani, pagani e atei) - a. D. 1535 - Nel Nuovo Mondo, il Marchese della conquista e Governatore del Perù, per conto dell'Imperatore e Re di Spagna Carlo V d'Asburgo, Francisco Pizarro, conquistatore dell'Impero inca, fonda la città di Lima, nella cui Cattedrale, la Basilica di San Giovanni Apostolo ed Evangelista, verrà sepolto nel 1541

19 gennaio, seconda Domenica dopo l'Epifania, santi Mario, Marta (moglie), Audiface e Abaco (figli) martiri (inizio IV secolo) - a. D. 1415 - A Siena ha luogo la rivolta del Fondaco di San Giovanni: la nobildonna Almavida d'Oria Boccanegra, alla guida di un gruppo di tessitori, caccia dalla città toscana il capitano di ventura Muzio Attendolo Sforza, il quale intendeva rendere a proprio favore i servigi previsti per le monache gesuate (Compagnia dei Gesuati, approvata oralmente come fraternità di laici a Viterbo il 14 giugno 1367 da Papa Urbano V) di via Franciosa, a poca distanza dal Duomo cittadino, la Cattedrale di Santa Maria Assunta (1220-1370; elevata a Cattedrale Metropolitana da Papa Pio II nel 1459)

20 gennaio, san Fabiano, Papa (236-250) e martire, e san Sebastiano, martire (Narbona, 256- Roma, 288), Patrono dei militari, della polizia locale, dei tappezzieri, invocato contro la peste - a.D. 1752 - In occasione del trentaseiesimo genetliaco del Re di Napoli e di Sicilia, Carlo di Borbone, con una solenne cerimonia, alla presenza della Famiglia Reale, viene posta la prima pietra della Reggia di Caserta, progettata dall'architetto Luigi Vanvitelli

21 gennaio, sant'Agnese, vergine e martire (Roma, 293-305), Patrona di vergini, fidanzate, medici tricologi, soggetti affetti da calvizie, giardinieri, della congregazione mariana delle Figlie di Maria (fondata in Francia nel 1830, in Italia il 23 gennaio 1864 nella Basilica di Sant'Agnese fuori le mura sulla via Nomentana dall'abate Alberto Passeri, canonico regolare lateranense) e dell'Ordo Sanctissimae Trinitatis, i popolari Trinitari, ordine mendicante fondato da san Giovanni de Matha, Doctor Eminens, con una propria Regola approvata da Papa Innocenzo III nel 1198 con la bolla Operante divine dispositionis
- a. D. 1793 - Condannato a morte quasi all'unanimità dei rivoluzionari che componevano l'Assemblea nazionale costituente, compreso il cugino Luigi Filippo II di Borbone - Orléans, il quale con il suo voto si attirò il disgusto dello stesso Robespierre, il Re cattolico di Francia e di Navarra Luigi XVI viene ghigliottinato a Parigi in piazza della Rivoluzione. In quello stesso anno viene dichiarato martire dalla Chiesa cattolica, allora retta da Papa Pio VI (il cesenate Giovanni Angelico Braschi). 
- a. D. 1276 - Il savoiardo Pietro di Tarantasia, magister di teologia dell' Ordo fratrum praedicatorum presso la Sorbona di Parigi (la sua notorietà gli fece guadagnare l'appellativo di Doctor famosissimus), riorganizzatore degli studi dello stesso Ordine domenicano insieme ai santi Tommaso d'Aquino ed Alberto Magno, eletto Arcivescovo di Lione nel 1272 da Papa Gregorio X (il piacentino Tedaldo Visconti), lo stesso che lo creerà Cardinale Vescovo di Ostia l'anno seguente, viene eletto dai cardinali, riuniti in conclave ad Arezzo, al soglio pontificio e sceglie per sé il nome di Innocenzo V. Si tratta del primo Papa appartenente all'Ordine domenicano. Verrà beatificato il 14 marzo 1898 da Papa Leone XIII

22 gennaio, san Vincenzo, diacono e martire (Valencia, 304), Patrono di Vicenza, Lisbona, Valencia, Saint-Vincent, dei vinai, viticoltori, fabbricanti di tegole, naviganti, protettore degli orfani, delle vedove e dei poveri - Chiesa di San Vincenzo, in piazza dei Signori a Vicenza, i lavori per la cui edificazione ebbero inizio nel 1385 per volere del Signore di Verona Antonio della Scala. Si ha notizia certa che una cappella dedicata a San Vincenzo si trovava a Vicenza già nel XIII secolo, precisamente all'interno del Palatium Vetus del Comune, la quale verrà però demolita nel 1445. Negli Statuti comunali del 1311 il diacono e martire Vincenzo compare tra i santi Patroni della città. Già nella tradizione romana medievale e nei libri liturgici la memoria del santo era celebrata il 22 gennaio - a. D. 1506 - Arriva a Roma, per servire Papa Giulio II, il primo contingente di Guardie Svizzere, la Cohors Pedestris Helvetiorum a Sacra Custodia Pontificis, composto da 150 uomini al comando di Kaspar von Silenen del Canton Uri e con il compito di difendere il Papa e gli Stati Pontifici

23 gennaio, san Raimondo di Peñafort, Maestro Generale dell'Ordo fratrum praedicatorum (Santa Margarida i els Monjos, 1175 - Barcellona, 6 gennaio 1275), canonizzato il 29 aprile 1601 da Papa Clemente VIII, Patrono di giuristi, giureconsulti ed avvocati - Il sarcofago che custodisce le spoglie del santo predicatore domenicano si trova in una cappella, adornata con una scultura del santo, risalente al XIV secolo, della Cattedrale della Santa Croce e Santa Eulàlia (vergine e martire a Barcellona, il 12 febbraio 303; Patrona di Barcellona) di Barcellona, edificata, come ristrutturazione ed ampliamento della chiesa romanica, che era stata consacrata nel 1058, a partire dal maggio del 1298 durante il regno di Giacomo II d'Aragona il Giusto. I lavori sarebbero proseguiti fino alla seconda metà del XV secolo, senza che la chiesa venisse mai chiusa, mantenendo così lo stesso asse della precedente chiesa romanica, che a sua volta era stata un rifacimento dell'originaria basilica paleocristiana a tre navate, edificata tra il V e il VII secolo, con battistero a pianta quadrata che ospitava una fonte battesimanle ottagonale. Durante l'occupazione islamica della città, tra il 718 e l'801, essa venne probabilmente convertita in moschea per poi essere recuperata al culto cattolico e restaurata intorno all' 877 dal Vescovo Frodoi - a. D. 1719 - L'Imperatore Carlo VI d'Asburgo decreta che le Contee di Vaduz e Schellenberg vengano innalzate a Principato con il nome di Liechtenstein, come riconoscimento tributato, per i servigi resi all'Impero, ad Antonio Floriano, Intendente dell'Imperatore e consigliere del Consiglio Segreto presso la corte di Vienna    

24 gennaio, san Timoteo, Vescovo di Efeso e martire (Efeso, 97), discepolo di san Paolo Apostolo (Prima e Seconda lettera a Timoteo), Patrono della città di Termoli e protettore dei malati allo stomaco - Le reliquie del santo Vescovo e martire, provenienti da Costantinopoli, vennero tumulate nel 1239 nella Cattedrale di Termoli, intitolata a Santa Maria della Purificazione, la quale venne edificata nel 1037 e ristrutturata in stile romanico pugliese tra il XII e il XIII secolo - a. D. 1110 - Nella Spagna della Reconquista, il Re d'Aragona e di Navarra, Alfonso I, riporta nella battaglia di Valtierra in Navarra una vittoria cruciale sull'emiro della Taifa di Saragozza, al-Mustain II: essa gli guadagnò l'ammirazione di tutti i Regni cristiani ed il soprannome de il Battagliero      


25 gennaio, Conversione di san Paolo Apostolo, festa liturgica attestata in alcuni martirologi medievali a partire dal IX secolo - Chiesa di san Paolo a Ferrara, definita il pantheon della città emiliana, in quanto ospita le sepolture di illustri personaggi di cultura ferraresi, tra i quali Guarino Veronese (Verona, 1374- Ferrara, 1460), titolare della cattedra di greco presso lo Studio Fiorentino, quindi fondatore di una scuola di lingua greca a Venezia, titolare della cattedra di lingua e letteratura greca a Verona, precettore di Leonello d'Este, figlio del marchese di Ferrara Niccolò III ed erede al trono quindi, dal 1441, divenuto Leonello marchese, titolare della cattedra di eloquenza e di lettere latine e greche presso l'Università di Ferrara. La chiesa fu edificata nel X secolo in zona adiacente al centro cittadino e ad importanti strade commerciali (Porta Reno) e dal 1295 venne affidata alla cura dell' Ordo Fratrum Beatissimae Mariae Virginis de Monte Carmelo. Da allora divenne ben presto, grazie alla sua posizione, la parrocchia della corte estense. Dal 1301, grazie a cospicui lasciti, i padri carmelitani finanziarono opere di ampliamento e di abbellimento dell'edificio, tra cui i due chiostri realizzati tra il XIV e il XV secolo e poi ristrutturati in epoca rinascimentale in seguito ad un rovinoso incendio. Il terremoto che colpì Ferrara nel 1570 rese necessaria la ricostruzione dell'intera chiesa, fatta eccezione per il muro destro adiacente al chiostro, di cui vennero così conservati gli affreschi dell'edificio primitivo. I lavori, in stile tardo rinascimentale, furono affidati alla direzione dell'architetto Alberto Schiatti ed eseguiti conformemente ai precetti emanati al Concilio di Trento. Il duca Alfonso II d'Este posò la prima pietra nel 1575 mentre la chiesa venne riconsacrata nel 1611. Fino a tutto il XVII secolo il monastero dei padri carmelitani fu ampliato fino ad occupare l'intero isolato. - a. D. 1563 - A Torino, da quell'anno, per volere del Duca Emanuele Filiberto di Savoia, capitale del Ducato di Savoia, viene costituita da sette cittadini torinesi la Compagnia di San Paolo, Confraternita della catholica fede in Turino sotto l'Invocazione di San Paolo, congregazione laica per la difesa della fede di fronte all'espandersi dell'eresia protestante e per il soccorso alla popolazione gravata dalla miseria, dopo anni di guerre di predominio tra Francia e Spagna. Essa diventa presto uno dei principali centri dell'attività filantropica a Torino, dedicandosi principalmente, oltre che alla conversione degli eretici e alla difesa della morale e dell'onore femminile, secondo i precetti del Concilio di Trento, al recar soccorso a quanti erano caduti in povertà da una precedente condizione di benessere e di distinzione sociale, nobili o borghesi decaduti, i poveri vergognosi che si rifiutavano di mendicare a motivo del loro stato sociale, attraverso una discreta ma capillare assistenza domiciliare     


26 gennaio, terza Domenica dopo l'Epifania, san Policarpo Vescovo di Smirne, martire (Smirne, 155) e Padre della Chiesa, discepolo di San Giovanni Apostolo  - Chiesa di San Policarpo a Ceci di Bobbio, eretta nel IX secolo come chiesa della cella monastica di Ceci, la romana Ceuce, dipendente dal monastero di Bobbio. Al 1153 risale la prima testimonianza dell'attuale edificio dedicato a san Policarpo, a cui si aggiunse la dedicazione a Santa Mari Maddalena, cui era dedicata una cappella. Sarà eretta a parrocchia autonoma nel 1749, dopo che alla navata originaria, quella centrale, ne era stata unita una laterale, quella di sinistra, nel 1744 - a. D. 1564 - Ha compimento la redazione del Catechismus Romanus, in cui vengono recepiti i decreti del Concilio di Trento. Alla sua elaborazione provvide una commissione di teologi, scelti da Papa Paolo IV, diretti e presieduti da san Carlo Borromeo, Cardinale ed Amministratore apostolico dell'Arcidiocesi di Milano. Di questa commissione fecero parte l'Arcivescovo di Lanciano, Leonardo Marini, dell' Ordo Fratrum Praedicatorum, già legato pontificio al Concilio di Trento, l'Arcivescovo di Zara, Muzio Calini, il Vescovo di Modena, Egidio Foscherari, dell' Ordo Fratrum Praedicatorum,  il frate domenicano, di nazionalità portoghese, Francisco Fureiro   


27 gennaio, san Giovanni Crisostomo ("bocca d'oro), Patriarca di Costantinopoli (consacrato il 28 febbraio 398), Confessore e Dottore della Chiesa (Antiochia, 347 - Comana Pontica, 407), Patrono di Russia e degli studenti. Proclamato Dottore della Chiesa da Papa san Pio V nel 1568 - Chiesa di San Giovanni Grisostomo, nel sestiere di Cannaregio a Venezia, edificata nell'XI secolo in un quartiere già allora molto ricco, andò distrutta nel 1475 a causa di un incendio che bruciò anche la vicina casa di Marco Polo, nella limitrofa corte del Milion. Nel 1488, Papa Innocenzo VIII concesse un'indulgenza dei peccati a chiunque avesse contribuito economicamente alla sua ricostruzione. I lavori iniziarono nel 1495 su progetto dell'architetto bergamasco Mauro Codussi e la chiesa venne finita intorno al 1525. Nel 1531, per volere del Consiglio dei Pregadi, il Senato veneziano, iniziarono i lavori destinati ad allargare la calle di fronte. Nel 1590 venne ultimata la torre campanaria. La pala dell'altare, con i Santi Girolamo, Dottore della Chiesa, il francescano Ludovico di Tolosa e il martire Cristoforo, è opera del pittore veneziano Giovanni Bellini (1433-1516), da questi eseguita nel 1513 - a. D. 1077 - Il Re dei Romani Enrico IV di Franconia recatosi in penitenza a Canossa, rimane per tre giorni (dal 25 al 27) in attesa di essere ricevuto da Papa Gregorio VII all'ingresso del castello della Contessa di Mantova, Margravia di Toscana e Duchessa di Spoleto Matilde di Canossa, sperando nella revoca della scomunica, con la quale era stato colpito il 22 febbraio 1076, dopo che nel 1075 si era sostituito al romano pontefice nell'assegnazione dell'Arcidiocesi di Milano, scegliendo il presbitero Tedaldo da Castiglione, già appartenente alla cappella imperiale


28 gennaio - san Pietro Nolasco, Confessore (Mas-Saintes-Puelles in Occitania, 1180 - Barcellona, 1256), fondatore a Barcellona, il 10 agosto 1218, dell' Ordo Beatae Mariae Virginis de Mercede, l'ordine laicale e militare dei Mercedari, i quali, ai tre voti consueti di povertà, castità e obbedienza, ne facvano un quarto di redenzione, consistente nell'impegno di riscattare i prigionieri cristiani fatti schiavi dai musulmani o  dai pagani. L'Ordine venne approvato il 17 gennaio 1235 da Papa Gregorio IX, il quale assegnò loro come disciplina la Regola di Sant'Agostino. Agli inizi del XIV secolo, Papa Clemente V (1305-1314) decretò che il Maestro generale dell'Ordine dovesse essere sempre un presbitero. Al tempo di Papa Alessandro VIII, nel 1690, i Mercedari verranno assimilati agli ordini mendicanti. Intanto, il 30 settembre 1628 Pietro Nolasco veniva canonizzato da Papa Urbano VIII - Chiesa di Santa Maria della Mercede a Palermo. Nel 1463 il Re della Corona d'Aragona, anche Re di Sicilia, Giovanni II concede a Valladolid, in Leon, ai confratelli dell'Ordine di Santa Maria della Mercede il permesso di insediarsi in Sicilia, accordando loro l'antica chiesa di Sant'Anna di Porto Salvo al Capo, di epoca normanna (1088), dove, in prossimità al luogo di culto, viene eretto il convento mercedario in Italia. Nel 1482, a causa dei contrasti insorti con la Confraternita di Sant'Anna, sodalizio femminile formato in quello stesso anno dalle maestranze delle ricamatrici, i Mercedari abbandonano la chiesa di Sant'Anna ed edificano il nuovo luogo di culto in prossimità dell'edificio conventuale. Il 19 novembre 1590, viene fondata la Compagnia di Santa Maria la Mercé, destinata a promuovere il culto e la devozione alla Vergine con il titolo della Mercé - a. D. 1077 - Grazie alla mediazione di Matilde di Canossa, cugina di Enrico IV, e di Adelaide di Torino, suocera dello stesso, Papa Gregorio VII concede al Re dei Romani la revoca della scomunica          


29 gennaio - san Francesco di Sales, Vescovo di Ginevra (1602-1622), Confessore e Dottore della Chiesa (Thorens-Glières, in Savoia, 1567 - Lione, 1622); canonizzato da Papa Alessandro VII il 19 aprile 1665 e proclamato Dottore della Chiesa da Papa Pio IX il 19 luglio 1877. Patrono della buona stampa cattolica, di giornalisti, scrittori, autori, dei sordi, del Piemonte e della Societas Sancti Francisci Salesii, la congregazione fondata da san Giovanni Bosco a Valdocco, rione storico di Torino, nel 1859, che ricevette il pontificio decretum laudis, quale riconoscimento di istituzione di diritto pontificio, il 23 giugno 1864 e le cui costituzioni, redatte dal santo fondatore, furono definitivamente approvate da Papa Pio IX il 3 aprile 1874 - Chiesa di San Francesco di Sales, in Oltrarno a Firenze: fu edificata, in stile barocco, insieme al conservatorio femminile, detto il Conventinodedicato anch'esso al santo Vescovo di Ginevra, nel 1700 su disegno dell'architetto fiorentino Antonio Maria Ferri (1651-1716) nell'area dell'ex monastero camaldolese di San Salvatore, la cui chiesa esisteva già nell'XI secolo ed era stata concessa nel 1102 all'Abate di Camaldoli affinché vi fondasse il monastero, il quale verrà abbandonato dai padri camaldolesi nel 1529, in occasione dell'assedio di Firenze da parte delle truppe fedeli all'Imperatore Carlo V d'Asburgo, convertito nel 1621 in ospizio per i mendicanti e i bisognosi - a. D. 1781 - Al Nuovo Teatro di Corte, realizzato su disegno dell'architetto vallone François de Cuvilliés il vecchio, originario dell'Hainaut, tra il 1751 e il 1753, su commissione del Principe Elettore di Baviera Massimiliano III Giuseppe Wittelsbach, all'interno della Munchner Residenz, la residenza e sede del governo dei Principi Elettori di Baviera, viene eseguita per la prima volta, in forma privata, su commissione ricevuta nel 1780 da Carlo Teodoro Wittelsbach, Principe Elettore di Baviera, la prima Opera seria, in lingua italiana, musicata dal giovane compositore salisburghese Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo,1756), l'Idomeneo, re di Creta, su libretto dell'Abate Giambattista Varisco, Dramma per musica in tre atti  


30 gennaio - santa Martina, vergine e martire (III secolo) - Chiesa dei Santi Luca e Martina al Foro Romano, tra la Curia Iulia e l'Arco di Settimio Severo, edificata nel VII secolo, presumibilmente per volontà di Papa Onorio I, e originariamente intitolata alla santa vergine e martire Martina. Al termine di un periodo di decadenza, nel 1256 venne restaurata e quindi nuovamente consacrata da Papa Alessandro IV. Nel 1588, dopo che l'anno precedente era stata demolita la chiesa di San Luca dei Pittori per ampliare la piazza dell' Arcibasilica patriarcale maggiore liberiana di Santa Maria Maggiore, Papa Sisto V conferiva, con apposita bolla, all'Accademia delle Arti della Pittura, della Scultura e del Disegno, la cui nascita era stata sancita ufficialmente da Papa Gregorio XIII nel 1577, erede dell'antichissima Universitas dei Pittori, Miniatori e Ricamatori, corporazione di mestiere i cui Statuti e privilegi erano stati rinnovati da ultimo da Papa Sisto IV il 17 dicembre 1478, il patronato sulla chiesa di Santa Martina presso l'Arco di Settimio Severo, con la conseguenza che il Patrono della corporazione, San Luca Evangelista, viene incluso nel titolo della chiesa. Nel 1593 l'Accademia viene intitolata all'Evangelista San Luca, autore del primo ritratto della Vergine Maria, in conseguenza alla sua nomina a santo patrono di tutti i pittori: Accademia nazionale di San Luca. Nel 1620, Papa Urbano VIII concede all'Accademia di San Luca il privilegio di stabilire chi poteva essere considerato artista a Roma - a. D. 1649 - La setta calvinista dei puritani inglesi e scozzesi, guidata dall'avventuriero Oliver Cromwell, trascina al patibolo, dopo averlo condannato alla pena capitale con il capo di imputazione di alto tradimento, il Re di Inghilterra, Scozia e Irlanda, Carlo I Stuart, fervente sostenitore della legittimazione divina del potere regale (a Deo coronatus), al pari del padre Giacomo I e della nonna paterna, la martire cattolica, Maria Stuart. Il sovrano fu giustiziato pubblicamente davanti al Palazzo di Whitehall, nel quartiere di Westminster a Londra, la più importante residenza dei Sovrani d'Inghilterra e della Famiglia Reale dal 1530 al 1698, quando fu distrutto da un terribile incendio. Il sovrano, tra l'altro, si era reso inviso ai protestanti della setta dei puritani, sostenitori dell'opposto principio secondo il quale il potere regio discende dalla volontà popolare, per il suo avvicinamento alla Chiesa cattolica, suggellato dal matrimonio, celebrato nella chiesa abbaziale di Sant'Agostino a Canterbry il 13 giugno 1625, con la principessa cattolica Enrichetta Maria di Borbone, figlia del Re di Francia e Navarra Enrico IV di Borbone e della sua consorte Maria de' Medici, la quale, in seguito alla violenta soppressione della monarchia, insieme ai figli e ai realisti in esilio, trovò rifugio a Parigi, presso il governo del Cardinale abruzzese Giulio Mazzarino, dal 1642 Capo-Ministro del Regno di Francia per conto dell'infante sovrano Luigi XIV di Borbone. Qui tentò di convertire alla fede cattolica il minore dei suoi figli maschi, Enrico, ma invano, dato che negli anni della sua prigionia a Londra, tra il 1649 e il 1652, aveva subito l'influenza di Cromwell divenendo un convinto protestante. La stessa sorte del sovrano era capitata qualche anno prima all'Arcivescovo di Canterbury, William Laud, fervente sostenitore del sovrano, fermamente convinto dell'origine divina del suo potere e membro di quella parte del clero anglicano più vicina alla Tradizione della Chiesa cattolica, nel 1641 era stato arrestato dai puritani di Cromwell e tradotto prigioniero alla Torre di Londra, sulla riva nord del Tamigi, dove rimase segregato finché il 10 gennaio 1645 fu fatto decapitare    


31 gennaio - san Giovanni Bosco, Confessore; presbitero (Castelnuovo d'Asti, 1815 - Torino, 31 gennaio 1888)e fondatore, nel 1859, nel rione Valdocco di Torino, della Societas Sancti Francisci Salesii, la congregazione dei padri salesiani la quale nel 1864 ricevette da Papa Pio IX il decretum laudis con il quale veniva ad essa concesso il riconoscimento di istituzione di diritto pontificio mentre le sue costituzioni furono definitivamente approvate dallo stesso Papa Pio IX nel 1874: essa veniva finalizzata all'istruzione e all'educazione cristiana dei fanciulli del popolo in oratori, scuole, centri di formazione agricola e professionale, nonché alle missioni e all'apostolato della buona stampa; sollecitato anche da Papa Pio IX, il santo sacerdote si fece promotore del ramo femminile della sua congregazione, che affidò alla cura della Congregatio Filiarum Mariae Auxiliatricis, che era stata fondata nel 1854 a Mornese di Alessandria dal sacerdote Domenico Pestarino, poi entrato tra i padri salesiani, scegliendo come cofondatrice dell'Istituto, nel 1872, suor Maria Domenica Mazzarello, che verrà canonizzata nel 1951 da Papa Pio XII. Il 1° aprile 1934 Papa Pio XI canonizza il santo Patrono degli educatori, dei giovani, degli studenti e degli editori. - Basilica Santuario di Maria Ausiliatrice, nel quartiere di Valdocco di Torino, dove proliferano le attività gestite dai padri salesiani, tra scuole e oratori: la sua edificazione, in stile neoclassico, sotto la direzione dell'architetto piemontese Antonio Spezia, fu iniziata nel 1865 per volontà di san Giovanni Bosco, con posa della prima pietra il 27 aprile 1865, alla presenza del principe Amedeo di Savoia, duca d'Aosta, figlio secondogenito del Re d'Italia Vittorio Emanuele II. Il 23 settembre 1866 venne terminata la grande cupola e nel 1867 all'apice della cupola stessa venne posizionata una grande statua della Madonna. Il Santuario fu consacrato il 9 giugno 1868 e dedicata alla Santa Vergine Maria, invocata dal santo come Auxilium christianorum. Il 28 giugno 1911, sotto il pontificato di san Pio X, il Santuario fu elevato alla dignità di Basilica minore; tra il 1934 e il 1942, in concomitanza con la canonizzazione di don Bosco, venne ingrandita, mentre le spoglie del santo vennero tumulate in una cappella completata nel 1938 - a. D. 1504 - Dopo le decisive vittorie riportate il 28 aprile 1503 nella battaglia di Cerignola, nella valle dell'Ofanto, le cui sponde segnavano il confine tra il foggiano e il barese, dalle truppe del Re di Castiglia ed Aragona Ferdinando il Cattolico, comandate da El Gran Capitan Gonzalo Fernandez de Cordoba, con il contributo della nobile famiglia Colonna (Prospero, Fabrizio I, Marcantonio I, Marcello e Pompeo) e dei capitani di ventura Ettore Fieramosca, Fanfulla da Lodi e Francesco Salamone, contro le truppe del Re di Francia, Luigi XII di Valois-Orléans, comandate dal generale Louis d'Armagnac, Duca di Nemours, Conte di Guisa, che in essa vi morì, con il contributo della nobile famiglia Caracciolo (Troiano e Giovanni) e del Principe di Salerno, Roberto II Sanseverino, e il 29 dicembre 1503 nella battaglia del Garigliano, in Terra di Lavoro, dalle truppe del Re spagnolo, sempre comandate da El Gran Capitan, con il contributo, oltre che della nobile famiglia Colonna, anche degli Orsini (Fabio, Lorenzo e Francesco) e ancora i capitani di ventura Ettore Fieramosca e Fanfulla da Lodi, contro le truppe fedeli al Re di Francia, comandate dal Marchese di Saluzzo, Ludovico II del Vasto, con il contributo del Marchese di Mantova, Francesco II Gonzaga, Piero di Lorenzo de' Medici, che qui vi trovò la morte, e il milanese Teodoro Trivulzio, i Francesi, tra i quali il cavaliere Pierre Terrail de Bayard, le cui gesta gli valsero l'appellativo di "il cavaliere senza macchia e senza paura", ultimo grande rappresentante della cavalleria medievale, abile giostratore e spadaccino, dopo essersi per giorni asserragliati a Gaeta, scendono a trattare la resa rinunciando a tutto il Meridione d'Italia, che verrà incamerato tra i domini di Ferdinando il Re Cattolico, il quale verrà in quello stesso anno incoronato sovrano del Regnum Siciliae citra Pharum con il nome di Ferdinando III, a discapito del legittimo titolare della Corona siciliana, Ferdinando, Duca di Calabria, figlio e nipote dei Re di Napoli, rispettivamente, Federico I e Ferdinando I, il quale fu invece fatto prigioniero e condotto in Spagna, dove rimase sotto la tutela dei sovrani spagnoli per oltre vent'anni, quando nell'agosto del 1526, a Siviglia, sposò Germana de Foix, già consorte di Ferdinando il Cattolico e nel 1523 nominata dal nipote di lei, Carlo V d'Asburgo, Viceregina del Regno di Valencia, e divenne così Viceré di Valencia, dove stabilì una corte vivace, promuovendo insieme alla sua consorte le arti valenciane, soprattutto il teatro e la musica             
Bartolomeo
Bartolomeo

Messaggi : 52
Data di iscrizione : 21.10.19

Torna in alto Andare in basso

Calendario storico Empty Re: Calendario storico

Messaggio Da Bartolomeo Sab Feb 01, 2020 9:26 am

Febbraio



1° febbraio, sant'Ignazio di Antiochia, Vescovo e martire, (35 - Roma,107), Vescovo di Antiochia (69-107), Padre della Chiesa - Basilica di San Clemente al Laterano: qui sono custodite le reliquie del santo Vescovo di Antiochia, che secondo la testimonianza di Eusebio di Cesarea (Caesarea ad mare, 265-340), da questi affidata alle pagine del Chronicon da lui composto, avrebbe subito il martirio a Roma nel 107, dato in pasto ai leoni in occasione dei festeggiamenti tenutisi in quell'anno in onore dell'imperatore Marco Ulpio Traiano, reduce dalla vittoriosa campagna da lui condotta in Dacia, dopo di che erano state raccolte da alcuni fedeli e restituite alla comunità cristiana di Antiochia, dove furono tumulate nel cimitero della chiesa che si trovava fuori della Porta di Dafne, ma più tardi, nel 637, in seguito all'invasione islamica, riportate a Roma. La basilica sorge sulla direttrice che unisce il Colosseo alla Basilica di San Giovanni in Laterano, la Cattedrale di Roma, nella valle tra l'Esquilino e il Celio. La basilica attuale, dedicata a Papa Clemente I (88-97), sorge al di sopra di antichi edifici interrati per due livelli di profondità, il più antico dei quali risale al I secolo d.C.: un insieme di costruzioni romane di epoca successiva all'incendio di Nerone (64), la basilica antica, risultato della trasformazione di un edificio già dimora di un patrizio romano, la basilica attuale, che era stata edificata, nello stile romanico allora promosso dai monaci benedettini, dopo il sacco di Roma consumato nel 1084 dai Normanni di Roberto il Guiscardo, Duca di Puglia e Calabria. Tra il 1713 e il 1719 venne sottoposta ad un importante restauro, in stile barocco, voluto da Papa Clemente XI e affidato al genio dell'architetto ticinese Carlo Fontana, che morirà a Roma il 5 febbraio 1714. Il Titulus di San Clemente era uno dei venticinque tituli che nel III secolo costituivano i centri pastorali della locale comunità cristiana, retti da presbiteri, chiamati cardinali. Nel 1403 Papa Bonifacio IX introdusse negli edifici attigui alla Basilica la congregazione dell' Ordo Fratrum Sancti Ambrosii ad Nemus, i fratelli Ambrosiani, fondato a Milano verso la metà del XIV secolo e riconosciuto da Papa Gregorio XI nel 1375, con l'obbligo di seguire la Regola di Sant'Agostino e il rito ambrosiano. Con bolla del 4 ottobre 1441, Papa Eugenio IV lo costituì in ordine mendicante, presieduto da un Rettore generale, la cui elezione da parte del Capitolo dell'Ordine era soggetta all'approvazione dell'Arcivescovo di Milano. Qui, i fratelli Ambrosiani vi rimasero fino al 1643, anno in cui l'Ordine venne soppresso da Papa Urbano VIII con breve del 2 dicembre, dopo che una bolla promulgata il 15 agosto 1589 da Papa Sisto V aveva unito gli Ambrosiani alla congregazione dei frati apostolici o apostolini, ordine formatosi nel XV secolo. Nel 1645 la Basilica e il convento vennero affidati ai frati domenicani di San Sisto ed infine, nel 1677, ai frati domenicani irlandesi, dopo che il governo britannico aveva dichiarato fuori legge la Chiesa Cattolica Irlandese e ne aveva espulso il clero - a. D. 1370 - Nasce ad Arezzo Leonardo Bruno, filologo e latinista, Cancelliere della Repubblica fiorentina tra il 1410 e il 1411 e, nuovamente, sotto la signoria de facto di Cosimo di Giovanni de' Medici, tra il 1427 e il 9 marzo 1444, anno della sua morte a Firenze, dove venne sepolto, primo fra i personaggi illustri del capoluogo toscano, nella Basilica francescana di Santa Croce (che era stata edificata, su disegno dell'architetto Arnolfo di Cambio, originario di Colle di Val d'Elsa, tra il 1294 e il 1385 e consacrata nella solennità dell'Epifania del 1443 dal Cardinale Bessarione, alla presenza di Papa Eugenio IV), all'interno di una tomba ad arcosolio, opera dell'architetto e scultore fiorentino Bernardo Rossellino


2 febbraio, quarta Domenica dopo l'Epifania, Purificazione della Beata Vergine Maria, popolarmente nota in Italia come Candelora, dato che nella celebrazione liturgica si benedicono le candele, simbolo di Cristo salutato dal giusto e timorato Simeone lumen ad revelationem gentium (Lc., 2,32) nel momento in cui viene presentato, bambino, al Tempio di Gerusalemme, ut facerent secundum consuetudinem legis (Lc., 2,27), e che è tradizione che i fedeli portino le proprie candele alla chiesa locale per la benedizione. In origine questa festa veniva celebrata il 14 febbraio, 40 giorni dopo l'Epifania, e la prima testimonianza scritta è conservata nella Peregrinatio Aetheriae (V secolo; 24,4) della pellegrina Egeria: Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima. Papa Gelasio I (492-496), ottenne dal Senato, l'abolizione della festa pagana di purificazione dei Lupercalia, la quale fu sostituita con la festa cristiana della Candelora. Sarà l'Imperatore Giustiniano (527-565) ad anticipare la data della ricorrenza al 2 febbraio. Nel 1392, sulla costa di Tenerife, una delle isole dell'arcipelago delle Canarie, due pastori guanci trovano una statua lignea che diviene oggetto di venerazione, in quanto ritenuta miracolosa. Con la conquista spagnola dell'arcipelago, completata nel 1496, la festa legata al culto di quella statua, già celebrata dai pagani in agosto, acquista carattere mariano: nel 1497, il conquistatore delle isole di La Palma e di Tenerife per conto della Corona di Castiglia (1492-1496), Javier Alonso Fernandez de Lugo, fa celebrare la prima festa della Madonna Santissima de la Candelora in coincidenza con la festa della Presentazione al Tempio di Nostro Signore Gesù Cristo, il 2 febbraio. Da allora, in Occidente, la festa ha assunto carattere mariano, facendo prevalere l'aspetto della purificazione della Vergine su quello della presentazione di Cristo al Tempio. Nel 1599 Papa Clemente VIII proclama la Madonna della Candelora patrona delle Canarie. La statua porta Gesù Bambino sul braccio destro e una candela nella mano sinistra - Il Real Santuario di Nostra Signora della Candelaria, a Candelaria nell'isola di Tenerife, fu edificato una prima volta nel 1672 ma venne distrutto da un terribile incendio il 15 febbraio 1789. L'attuale Real Santuario fu edificato, in stile neoclassico, su disegno dell'architetto canario José Enrique Marrero Regalado, tra il 1949 e il 1959, e venne consacrato il 1° febbraio 1959 in una cerimonia presieduta dal Nunzio apostolico nel Regno di Spagna, Ildebrando Antoniutti, e il Vescovo di Tenerife, Domingo Perez Caceres - a. D. 962 -  Il Re dei Franchi Orientali e Re degli Italici, Ottone I di Sassonia, viene solennemente incoronato Imperatore dei Romani da Papa Giovanni XII nella Basilica di San Pietro a Roma: è l'atto ufficiale che segna la restaurazione del Sacro Romano Impero


3 febbraio, san Biagio, Vescovo e Martire, Vescovo di Sebaste (Sebastea nella Grande Armenia), martirizzato il 3 febbraio 316 sotto l'Imperatore Licinio, Patrono di pastori, agricoltori, cardatori, materassai, laringoiatri, invocato contro le malattie della gola e contro gli uragani - Basilica collegiata di San Biagio Vescovo e Martire a Cento: una chiesa dedicata ai Santi Biagio e Severino è attestata a Cento già nell'XI secolo, come provato da un'epigrafe inserita nell'altare della chiesa che indica al 1045 la presenza di una primitiva chiesa romanica. Dal XII secolo rimase solo la dedicazione a San Biagio. Nel 1378 essa divenne pieve e fu dotata del fonte battesimale per volere del Vescovo di Bologna, il Cardinale Filippo Carafa della Serra, con il che essa si affrancò dalla Collegiata matrice di Santa Maria Maggiore (Pieve di Cento; la primitiva pieve sorse nell'VIII secolo, con giurisdizione sulle comunità cristiane di Cento e Poggetto; essa è menzionata per la prima volta in un documento datato 29 aprile 1207). L'edificio venne ampliato dapprima nel 1409, quindi nel 1566 con l'aggiunta di una navata laterale. Tra il 1732 ed il 1744, per interessamento dell'Arcivescovo metropolita di Bologna, il Cardinale Prospero Lorenzo Lambertini, poi Papa Benedetto XIV, e iniziativa dell'arciprete Girolamo Baruffaldi, la Collegiata fu ricostruita in stile barocco, con reminiscenze rinascimentali, su disegno dell'architetto Alfonso Torreggiani, originario di Budrio e attivo a Bologna. Nel 1760 venne innalzato il campanile, su progetto di Pietro Alberto Cavalieri, e il 20 ottobre 1764 la chiesa venne solennemente consacrata. All'interno della basilica è conservata una tela del pittore centese Giovanni Francesco Barbieri il Guercino (Cento, 2 febbraio 1591- Bologna, 22 dicembre 1666), risalente al 1614, San Carlo Borromeo in orazione - a. D. 1488 - Il navigatore portoghese Bartolomeo Diaz (Portogallo, 1450 - Capo di Buona Speranza, 25 maggio 1500; insignito dalla Corona portoghese del titolo di Cavaliere dell'Ordine Militare del Cristo, erede dell'Ordine dei Templari, Pauperes commilitones Christi templique Salomonis, in Portogallo), nel tentativo di trovare una via marittima tra Europa e India, così da evitare le rotte commerciali terrestri attraverso il Vicino e Medio Oriente ormai controllati prevalentemente dai Turchi Ottomani che rivendevano a caro prezzo le merci provenienti dalle Indie, dopo aver raggiunto e doppiato il Capo di Buona Speranza, sbarca nella baia di Mossel, nella provincia del Capo Occidentale, Cabo da Boa Esperança, da lui battezzata Aguada de Sào Bras, la Baia di San Biagio

4 febbraio, sant'Andrea Corsini, Vescovo e Confessore (Firenze, 30 novembre 1301 - Fiesole, 6 gennaio 1374), frate dell'Ordo Fratrum Beatissimae Mariae Virginis de Monte Carmelo (ordine contemplativo eremitico sorto nell'XI secolo sul Monte Carmelo in Terra Santa, poi stabilitosi in Occidente dove Papa Giovanni XXII, dapprima, con la bolla Sacer Ordo del 13 marzo 1317, concesse ad esso di dedicarsi ad ogni attività apostolica, quindi all'insegnamento, alla predicazione, alla direzione spirituale e alla cura delle anime, quindi, con la bolla Super cathedram del 21 novembre 1326, estese ad esso i privilegi già concessi al domenicano Ordo Fratrum Praedicatorum e al francescano Ordo Fratrum Minorum), nel 1328 ordinato sacerdote ed inviato alla Sorbona di Parigi ad approfondire gli studi teologici e filosofici, quindi ammesso alla corte pontificia di Avignone, eletto nel 1332 priore del convento carmelitano di Firenze, legato alla chiesa di Santa Maria del Carmine, in Oltrarno, edificata nel 1268 e che verrà innalzata a Basilica minore nel 1954 da Papa Pio XII, nel 1349 il capitolo della Cattedrale di Firenze, la Basilica Metropolitana di Santa Maria del Fiore, la cui costruzione, che inglobò la precedente chiesa di Santa Reparata, risalente al IV secolo, con la posa della prima pietra da parte del legato di Papa Bonifacio VIII, il Cardinale Pietro Valeriano Duraguerra, nel giorno della Natività della Beata Vergine Maria, l'8 settembre del 1296, lo elesse Vescovo di Fiesole (1349-1374), mentre Papa Urbano V (1362-1370) lo inviò, in qualità di legato pontificio, a Bologna, tornata nel 1360 sotto la sovranità dello Stato della Chiesa, con il compito di pacificare le fazioni cittadine in lotta tra loro. Il Vescovo di Fiesole verrà beatificato nel 1440 da Papa Eugenio IV e canonizzato il 22 aprile 1629 da Papa Urbano VIII, fiorentino di nascita - Cappella Corsini nella Basilica di Santa Maria del Carmine in Oltrarno a Firenze: cappella del transetto sinistro appartenuta anticamente alla famiglia Soderini, quindi ai Serragli che nel 1653 la cedettero ai Corsini. I Marchesi Bartolomeo e Neri Corsini la dedicarono al loro santo antenato, affidandone la decorazione all'architetto fiorentino Pier Francesco Silvani, che creò una delle prime opere a Firenze in stile barocco romano. I lavori vennero conclusi nel 1683, lo stesso anno in cui la Granduchessa di Toscana, Vittoria della Rovere, consorte di Ferdinando II de' Medici, regalò alla chiesa del Carmine una mitria tempestata di pietre preziose da mettere in capo alla statua del santo Vescovo - a. D. 1459 - Ferdinando d'Aragona, conosciuto anche come don Ferrante, figlio di Alfonso V Re della Corona d'Aragona, viene solennemente incoronato nella Cattedrale di Santa Maria Maggiore di Barletta (chiesa edificata in stile romanico, con successiva aggiunta di elementi gotici, tra il 1126 e il XIV secolo, e consacrata nel 1267 dal Vescovo Randolfo, alla conclusione della prima fase dei lavori) sovrano del Regno di Napoli, Regnum Siciliae citra Pharum (Pace di Caltabellotta, 1302), una volta ottenuto il riconoscimento di Papa Pio II quale legittimo sovrano. - a. D. 1508 - Giunto il 3 febbraio 1508, in abito da pellegrino, alla testa di un corteo processionale, a Trento, Massimiliano I d'Asburgo, non potendo essere incoronato Imperatore a Roma dal Pontefice a causa dell'ostilità di Venezia, ostilità che avrebbe portato alla formazione contro la Serenissima, il 10 dicembre di quello stesso anno, della Lega di Cambrai tra lo stesso Massimiliano, Papa Giulio II, Luigi XII di Valois-Orléans, Ferdinando II d'Aragona, Alfonso I d'Este, Carlo II di Savoia, Francesco II Gonzaga e Ladislao II Jagellone, Re d'Ungheria e di Boemia,il mattino del giorno seguente si recò nel Duomo, la Basilica Cattedrale Metropolitana di San Vigilio (edificata in stile romanico, a partire dal 1212, su disegno dell'architetto Adamo d'Arogno, e consacrata nel 1321), dove, presi in mano scettro e globo crucifero, si fece proclamare dal suo Cancelliere, il Principe Vescovo di Gurk, in Carinzia, il bavarese Matthaus Lang von Wellenburg (Augusta, 1468-Salisburgo, 1540), Imperator Romans electus, formula che verrà presto approvata da Papa Giulio II

5 febbraio, sant'Agata, Vergine e Martire (Galermo, 229/235 - Catania, 5 febbraio 251), Patrona di Catania e della sua Arcidiocesi (III sec.), di Gallipoli e della Diocesi di Nardò (1413)-Gallipoli (VI sec.), della Repubblica di San Marino e della Repubblica di Malta, di Sant'Agata Bolognese e di diversi altri Comuni italiani; dei Vigili del Fuoco in Argentina, dei fonditori di campane, delle donne affette da patologie al seno, di balie, nutrici e infermieri, delle tessitrici siciliane; invocata contro incendi ed eruzioni e disastri ambientali in genere - Cattedrale Metropolitana di Sant'Agata, nel quartiere Anfiteatro romano di Catania, noto anche come quartiere San Biagio della Calcarella, elevata a Basilica minore da Papa Pio XI nel luglio 1926. La primitiva Cattedrale, dal 380 al 1094, adiacente alle antiche carceri romane, fu la Chiesa di Sant'Agata la Vetere, i cui lavori di edificazione, con il patrocinio del santo Vescovo Severino, ebbero inizio nel 380 e qui vennero trasferite le spoglie mortali della santa vergine e martire Agata, che erano state fino ad allora custodite nella chiesa di San Leone: il tempio fu completato nel 436. Tra i visitatori illustri di questa prima cattedrale vi fu Papa Vigilio, il quale vi compì ordinazioni sacerdotali, in occasione delle due soste siciliane, fatte, mentre si trovava in viaggio verso Costantinopoli, nel 547 e nel 555. Nel 1094 il Vescovo Angerio, originario della Bretagna e inizialmente priore del Monastero benedettino di Sant'Eufemia in Calabria, sposta la cattedra vescovile nella nuova Cattedrale normanna, eretta tra il 1086 e il 1094, per volere del Gran Conte di Sicilia Ruggero d'Altavilla (1071-1101), sulle rovine delle Terme Achilliane (IV-V secolo) e da lui stesso consacrata. Contestualmente, accanto al prospetto meridionale di questa ecclesia munita fu edificato un monastero dell'Ordo Sancti Benedicti per alcuni suoi monaci e i canonici della Cattedrale. Da quel momento l'ex chiesa cattedrale viene chiamata la Vetere. Nel 1189, il Re d'Inghilterra e Duca di Normandia, Riccardo Cuor di Leone (1189-1199), in visita alla sorella Giovanna Plantageneto, Regina consorte di Sicilia (1177-1189), e al cognato Guglielmo II d'Altavilla il Buono, Re di Sicilia (1166-1189), in occasione del suo viaggio verso la Terra Santa, dove parteciperà alla Terza Crociata (1189-1192), offre in dono a Sant'Agata il proprio prezioso diadema in oro gemmato, con cui ancora oggi il busto della santa è adornato - a. D. 1183 - Su richiesta dell'Abate Guglielmo, Papa Lucio III, con la bolla Licet Dominus, eleva la chiesa dell'Abbazia benedettina di Monreale, la cui costruzione era stata avviata nel 1172 e avrà termine nel 1267, già indipendente dalla cattedra di Palermo, al rango di Cattedrale, con la costituzione dell'Arcidiocesi Metropolitana di Monreale, cui furono assegnate come suffraganee la Diocesi di Catania e, nel 1188, la Diocesi di Siracusa. La solenne consacrazione della Cattedrale Metropolitana avrà invece luogo solo nel 1267, al termine dei lavori, sotto il regno di Carlo I d'Angiò (Re di Sicilia dal 1266 al 1282), con cerimonia presieduta dal Cardinale Vescovo di Albano Raoul de Grosparmy, alla presenza di Papa Clemente IV (1265-1268), e dedicazione alla Natività della Beata Vergine Maria

6 febbraio, san Tito Vescovo e Confessore (post 69), discepolo e collaboratore di San Paolo Apostolo, Vescovo di Creta, apostolo a Nicopoli in Epiro e in Dalmazia. In origine la sua festa liturgica era fissata al 4 gennaio, Papa Pio IX la spostò al 6 febbraio. Santo Patrono di Creta, Aghios Titos - Chiesa di San Tito a Candia, sull'isola di Creta: la prima chiesa a lui dedicata fu costruita in stile bizantino nel 961, al tempo dell'Imperatore Romano II. Molte delle reliquie del Santo furono trasferite a Venezia: l'isola entrò a far parte dello Stato da Mar della Serenissima nel 1204, al tempo della sciagurata Quarta Crociata, e venne conquista dai Turchi Ottomani tra il 1645 e il 27 settembre 1669, giorno della capitolazione del presidio veneziano a Candia, i quali trasformarono la chiesa in moschea. Tra il 1897 e il 1913 gli abitanti dell'isola di Creta riottennero la libertà e l'edificio tornò ad essere una chiesa. Nel 1966 il Patriarca di Venezia, il Cardinale Giovanni Urbani, restituì alla Chiesa di Candia il teschio di San Tito - a.D. 1922 - Il Conclave che era seguito alla morte di Papa Benedetto XV (22 gennaio 1922) aveva visto scontrarsi quanti tra i cardinali, fedeli al magistero di Papa San Pio X, deciso e fiero oppositore del modernismo, puntarono sul cinquantaseienne Cardinale Rafael Merry del Val, già Segretario di Stato di Sua Santità San Pio X e allora Segretario della Congregazione del Sant'Uffizio, e quelli invece più propensi a scendere a compromessi con il modernismo che gli preferivano il sessantanovenne Cardinale Pietro Gasparri, Segretario di Stato di Sua Santità Benedetto XV e Camerlengo di Santa Romana Chiesa. Solo alla quattordicesima votazione risultò eletto, quale frutto di un compromesso tra le due contrapposte posizioni, il sessantaquattrenne Cardinale Ambrogio Damiano Achille Ratti, Arcivescovo Metropolita di Milano, che scelse per sé il nome di Pio XI. Rivestito dell'abito corale, per la prima volta dalla breccia di Porta Pia (20 settembre 1870), chiese ed ottenne di potersi affacciare dalla loggia centrale della Basilica vaticana che dà su Piazza San Pietro: recuperato uno stendardo per adornare il balcone, quello di Papa Pio IX, il più recente tra quelli a disposizione, impartì la solenne benedizione Urbi et Orbi.

7 febbraio, san Romualdo, Abate (Ravenna, 951 - Fabriano, 19 giugno 1027), monaco benedettino, fondatore,  dell'Eremo di Camaldoli, edificato a partire dal 1012 all'interno delle foreste casentinesi e consacrato nel 1027, casa madre della Congregazione camaldolese dell'Ordo Sancti Benedicti, fondata dal santo Abate tra il 1024 e il 1025. Venne canonizzato da Papa Clemente VIII nel 1595. Patrono della congregazione da lui fondata, contitolare della Basilica Cattedrale di Sansepolcro, consacrata nel 1049 - Chiesa dei Santi Biagio e Romualdo a Fabriano: chiesa abbaziale benedettina risalente al XIII secolo, fu ampliata nel 1481 e quasi completamente ricostruita dopo il 1741 su progetto dell'architetto e monaco camaldolese, originario di Lonato nel bresciano, Paolo Soratini (Lonato, 1682 - Ravenna, 1762), in stile tardo barocco. Le reliquie di San Romualdo sono conservate in un sarcofago marmoreo ubicato nella cripta. Il chiostro, in elegante stile rinascimentale, fu realizzato nel secolo XVI - La Chiesa di Bologna festeggia san Guarino, Vescovo di Palestrina (1144-1158), della nobile famiglia bolognese dei Guarini (Bologna, 1080- Palestrina, 6 febbraio 1158/1159), ordinato sacerdote a Bologna. Dopo aver donato tutti i suoi beni per la costruzione di un ospedale, divenne canonico regolare di Santa Croce di Mortara, la congregazione Mortariensis Ecclesia, sorta, nel 1083, presso la chiesa di Santa Croce di Mortara, nel pavese, e retta secondo la Regola di Sant'Agostino (nel 1449 la congregazione si unirà alla Congregatio Sanctissimi Salvatoris lateranensis). Eletto Vescovo di Pavia, rifiutò l'incarico, ma nulla poté quando nel dicembre 1144 Papa Lucio II, il bolognese Gherardo Caccianemici dall'Orso, dopo averlo creato Cardinale, gli affidò la cattedra prenestina, dove si distinse per austerità di vita e amore per i poveri, continuando nel privato l'austera vita monacale e distinguendosi per generosità nei confronti dei poveri. Fu canonizzato da Papa Alessandro III nel 1159 - a. D. 1742 - Papa Benedetto XIV pubblica la lettera enciclica Etsi minime sul ministero pastorale e sull'insegnamento della dottrina cattolica: riaffermata l'assoluta necessità di preparare i fedeli alla conoscenza della dottrina cattolica, il Papa impartisce alcune dettagliate istruzioni pratiche per insegnarla con profitto, accennando alle indicazioni contenute nella lettera pastorale Nostri moniti pastorali, edita quando era Arcivescovo Metropolita di Bologna (1731-1740)

8 febbraio, san Giovanni de Matha, Confessore, (Faucon-de-Barcelonette, in Provenza, 1154 - Roma, 1213), appellato Doctor Eminens. Di nobili natali, studiò teologia alla Sorbona di Parigi e nel 1192 venne ordinato sacerdote. Divinamente ispirato alla fondazione di un Ordine finalizzato al riscatto dei cristiani fatti prigionieri dai maomettani, una volta ottenuto il nulla osta di Papa Innocenzo III, si unì all'eremita Felice di Valois, già Conte di Vermandois e di Valois, tra il 1152 e il 1160, con il nome di Ugo II, e pronipote di Enrico I Re di Francia, insieme al quale fondò a Cerfroid, in Piccardia, una comunità consacrata alla Santissima Trinità e posta sotto la protezione della Beata Vergine del Rimedio: nasceva così l'Ordo Sanctissimae Trinitatis, del quale Giovanni fu eletto superiore e che venne approvato da Papa Innocenzo III nel 1198. Sarà canonizzato da Papa Alessandro VII il 21 ottobre 1666 - Chiesa di San Tommaso in Formis, sul Celio a Roma: edificata nel X secolo in formis, ossia presso la forma Claudia, vale a dire l'acquedotto Claudio (38-52), nel 1209, Papa Innocenzo III ne fece dono, insieme all'annesso monastero, all'Ordo Sanctissimae Trinitatis, il cui fondatore e superiore, san Giovanni de Matha pose qui la sua sede e vi abitò. Inoltre, lo stesso santo fondatore dell'Ordine adattò parte del monastero ad ospedale per assistere infermi, poveri, pellegrini e schiavi riscattati agli infedeli, secondo gli scopri propri dell'Ordine. Le spoglie del santo furono tumulate nella chiesa alla sua morte, il 17 dicembre 1213. Nel XVII secolo verranno trasportate solennemente in Spagna. Nel 1217, Papa Onorio III, con la bolla Ordine Sanctissimae Trinitatis, dotò la chiesa di San Tommaso e di San Michele Arcangelo de Formis di vari beni a Roma e nei dintorni - a. D. 1587 - Già Regina di Scozia, tra il 1542 e il 1567, in quanto figlia di Giacomo V Stuart e della sua seconda moglie, la nobile francese Maria di Guisa, e Regina consorte di Francia, tra il 1559 e il 1560, essendo andata in sposa al Re di Francia Francesco II di Valois-Angouleme, figlio di Enrico II e di Caterina de' Medici, la cattolica Maria Stuart, fatta prigioniera in Inghilterra da sua cugina, la protestante Elisabetta Tudor, il 19 maggio 1568, viene decapitata presso il castello di Fotheringhay, nel Northamptonshire. La regina indossava un abito rosso cremisi, il colore della passione dei santi martiri, da lei appositamente scelto volendo morire da martire cattolica davanti agli eretici protestanti inglesi. Le sue ultime parole, una volta bendata e posizionata la testa sul ceppo, furono: In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum. La decapitazione fu particolarmente brutale, dal momento che solo un secondo colpo di scure staccò la testa della regina e anche dopo la morte la sovrana fu umiliata con l'ostensio davanti alla folla del suo cadavere. La richiesta della regina di esse sepolta in Francia fu respinta da Elisabetta. Il suo corpo, imbalsamato, venne invece lasciato insepolto in una bara di piombo fino al mese di luglio dello stesso 1587, quando venne sepolto nella Cattedrale di Peterborough, nel Cambridgeshire, dedicata ai Santi Apostoli Pietro, Paolo e Andrea (già chiesa abbaziale fondata in epoca anglosassone, quindi prima del 1066, e ricostruita in stile architettonico normanno nel XII secolo, vi si trova qui sepolta la Regina consorte d'Inghilterra Caterina d'Aragona, figlia dei Re Cattolici Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia). Nel 1612, il Re d'Inghilterra, Irlanda e Scozia, suo figlio Giacomo I Stuart, ne ordinò la riesumazione del corpo e la sepoltura nell'Abbazia di Westminster, la Chiesa Collegiata di San Pietro in Westminster, a Londra (fatta costruire tra il 1045 e 1050 dal Re d'Inghilterra Edoardo III il Confessore, nello stesso luogo, sulle rive del Tamigi, dove nel 616 era stato costruito un piccolo santuario dedicato a San Pietro e, attorno al 970, san Dunstano, Arcivescovo di Canterbury (959-988) e Abate di Glastonbury, nel Somerset, vi fece costruire un convento di monaci benedettini, ai quali fu affidata la cura del santuario), in una cappella di fronte alla tomba di sua cugina Elisabetta Tudor. Da Mary Stuart discende direttamente ogni sovrano del Regno Unito, fino alla Regina Elisabetta II, che appartiene alla tredicesima generazione, attraverso la nipote Elisabetta Stuart, nata in Scozia nel 1596 e morta a Londra nel 1662, figlia di Re Giacomo I e della sua consorte Anna di Oldenburg, e la pronipote Sofia di Wittelsbach, nata a L'Aia nel 1630 e morta ad Hannover nel 1714, figlia di Elisabetta Stuart e del suo consorte Federico V di Wittelsbach, Elettore palatino e Re di Boemia: Giorgio I Re di Gran Bretagna e d'Irlanda ed Elettore di Hannover (Osnabruck, in Bassa Sassonia, 1660-1727), Giorgio II (Hannover, 1683-Londra, 1760), Federico, Principe di Galles (Hannover, 1707-Londra, 1751), Giorgio III (Londra, 1738-Windsor, 1820), Edoardo Augusto, Duca di Kent e Strathearn (Londra, 1767-Sidmouth, nel Devon, 1820), Vittoria (Londra, 1819-Cowes,sull'isola di Wight, 1901), Edoardo VII (Londra, 1841-1910), Giorgio V (Londra, 1865-Sandringham, nel Norfolk, 1936) e il padre Giorgio VI 
(Sandringham, 1895-1952)

9 febbraio, Domenica di Settuagesima, tempo di preparazione alla Quaresima, a settanta giorni dalla Pasqua, aggiunta nel VII secolo alla Domenica di Quinquagesima, già introdotta nel calendario liturgico nel VI secolo. Da questa Domenica fino all'In coena Domini del Giovedì Santo non si canta né la dossologia maggiore, ovverosia il Gloria in excelsis Deo, né il Graduale, sostituito quest'ultimo dal Tractus, tipico dei tempi penitenziali, come il colore violaceo delle vesti e degli accessori liturgici; san Cirillo, Vescovo di Alessandria (412-444), Confessore e Dottore della Chiesa, Doctor Incarnationis, proclamato tale nel 1883 da Papa Leone XIII - Chiesa di San Cirillo, a Carpino nel Gargano: la prima notizia della sua esistenza è contenuta nelle Rationes Decimarum Italice del 1310. Il piccolo portale dell'entrata, in origine principale, realizzato in stile romanico pugliese, testimonia l'esistenza di questo edificio nel XIV secolo, quando fungeva da oratorio. Nel 1770 venne ristrutturata in stile barocco - a. D. 1621 - A Roma, viene eletto al soglio pontificio, per acclamazione, su proposta del Cardinale Camerlengo del Collegio cardinalizio, il romano Scipione Caffarelli-Borghese, nipote di Papa Paolo V, al secolo Camillo Borghese, il bolognese Cardinale Alessandro Ludovisi, Arcivescovo Metropolita di Bologna dal 1612, che assunse per sé il nome di Gregorio XV. Fu mecenate del pittore centese Giovanni Fracesco Barbieri, meglio noto come il Guercino, che nel 1623, su commissione dello stesso Pontefice, realizzerà la grande pala d'altare Sepoltura e gloria di Santa Petronilla, collocata sull'altare dedicato alla stessa santa vergine e martire Petronilla nella Basilica di San Pietro in Vaticano

10 febbraio, santa Scolastica Vergine (Norcia, 2 marzo 480- Piumarola di Villa Pedemontis, vicino a Montecassino, 10 febbraio 547), sorella gemella di San Benedetto da Norcia, discendenti dell'antica gens Anicia (il primo membro di cui si ha notizia fu Lucio Anicio Gallo, pretore nel 168 a.C. e console nel 160 a.C.), dopo aver seguito il fratello al Sacro Speco di Subiaco, fondò il monastero di Pimarola, dove diede origine al ramo femminile dell'Ordo Sancti Benedicti, seguendo la Sancta Regula che il fratello aveva dettato nel 534. La regola del silenzio fu una delle maggiori raccomandazioni della santa: "Tacete, o parlate di Dio, poiché quale cosa in questo mondo è tanto degna da doverne parlare ?". Papa San Gregorio Magno (Roma, 540-12 marzo 604), nel secondo libro dei Dialoghi, narra che, alla morte della sorella, vide la sua anima salire in cielo sotto forma di una colomba bianca, simbolo di purezza. "Deus, qui animam beatae Virginis tuae Scholasticae ad ostendendam innocentiae viam in columbae speciae caelum penetrare fecisti". Patrona delle monache benedettine, delle puerpere e dei bambini che soffrono di convulsioni; Invocata contro tempeste, piogge e fulmini - Monastero di Santa Scolastica e Basilica Cattedrale di Santa Scolastica a Subiaco. Il monastero è uno dei dodici che furono fondati a Subiaco dal fratello San Benedetto da Norcia, il più vicino a quello di San Clemente, dove dimorava lo stesso santo Abate, ed è il più antico monastero benedettino al mondo, essendo stato fondato attorno al 520. Esso fu probabilmente ricavato da edifici appartenenti alla vicina villa di Nerone. Sorto con il titolo di San Silvestro, aggiunse presto al titolo primitivo quello di San Benedetto e Santa Scolastica: nel Liber pontificalis di Papa San Leone IV (847-855), il monastero è ricordato sotto l'invocazione di questi tre santi. Dopo il XV secolo fu dedicato esclusivamente a Santa Scolastica. L'omonima Cattedrale è la chiesa abbaziale del monastero, sede della cattedra dell'Abate dell'Abbazia territoriale di Subiaco, appartenente alla congregazione subiacense dell'Ordo Sancti Benedicti. Devastata dai saraceni nel IX secolo, fu restaurata in stile romanico grazie al sostegno dei Papi Gregorio IV (827-844) e Leone IV e consacrata da Papa Benedetto VII (974-983) il 4 dicembre 980. Fu ricostruita in forme gotiche nel XIV secolo. Nella seconda metà del XVIII secolo, su impulso dell'Abate commendatario, il Cardinale Giovanni Francesco Banchieri (1753-1763), che, alla sua morte, vi lasciò destinata allo scopo un'ingente somma, fu oggetto di un ampio intervento di restauro in chiave neoclassica. La direzione dei lavori venne affidata all'architetto e pittore bergamasco Giacomo Quarenghi (1744-San Pietroburgo, 1817) e i lavori ebbero inizio nel maggio del 1770. La Cattedrale, completati i lavori nel 1773, venne consacrata solo il 13 ottobre 1776 dal Cardinale, Camerlengo di Santa Romana Chiesa e Sottodecano del Collegio Cardinalizio, Carlo Rezzonico, nipote di Papa Clemente XIII - a. D. 1355 - Rivolta di Santa Scolastica ad Oxford, la quale agitò per alcuni giorni la convivenza tra la popolazione studentesca e quella locale. Il Re d'Inghilterra Enrico III Plantageneto (1216-1272) aveva dedicato particolare attenzione all'Università di Oxford, ufficialmente fondata nel 1231, rafforzandone e regolandone i poteri e i privilegi, incoraggiando la mobilità accademica di studenti provenienti dalla Sorbona di Parigi (fondata nel 1170 e riconosciuta ufficialmente nel 1200 dal Re di Francia Filippo II Augusto, 1180-1223, e nel 1215 da Papa Innocenzo III, 1198-1216, per il tramite del suo legato Robert de Courçon. Il Collegio della Sorbona, destinato ad insegnare la teologia agli studenti più poveri, venne invece fondato, all'interno dell'Università parigina, nel 1253 dal teologo Robert de Sorbon, cappellano e confessore del santo Re di Francia Luigi IX, 1226-1270). Questo Statuto di autonomia accademica fu causa di continue tensioni con la locale comunità cittadina, tra il Sindaco di Oxford e il Cancelliere dell'Università di Oxford. In questa occasione, che richiamò in città, a sostegno dei cittadini di Oxford, insorti dalle contrade e dalle campagne circostanti, si ebbero 93 morti, tra studenti, per la maggior parte, e locali e, alla fine, la fazione accademica fu sconfitta sul campo. La disputa fu invece risolta a favore dell'Università di Oxford con l'emissione di un decreto speciale che garantiva tutele e privilegi alla popolazione accademica

11 febbraio, In Apparitione Beatae Mariae Virginis Immaculatae, in questa data, nel 1858, la Beata Vergine Maria, che il 25 marzo dello stesso anno si presenterà come l'Immacolata Concezione, appare per la prima volta alla giovanissima contadina Bernadette Soubirous presso la grotta di Massabielle, sul fiume Gave. La giovane racconterà: "Ho visto una signora vestita di bianco. Indossava un abito bianco, un velo bianco, una cintura blu ed una rosa gialla su ogni piede" - Basilica dell'Immacolata Concezione a Lourdes, sopra la grotta di Massabielle dove erano avvenute le apparizioni: i lavori di costruzione, in stile neogotico, ebbero inizio nel 1866, seguendo il disegno dell'architetto parigino Hippolyte Durand e terminarono nel 1871. La consacrazione avverrà nel 1876

12 febbraio, santa Eulalia, Vergine e Martire (Barcellona, 290-303), Patrona di Barcellona e dei marinai, la cui intercessione è invocata contro la siccità - Cattedrale della Santa Croce e Sant'Eulàlia, a Barcellona. Edificata in stile gotico tra il XIII e il XV secolo, a partire dal maggio del 1298, sotto il regno di Giacomo II d'Aragona il Giusto (1291-1327), sorge sui resti di precedenti chiese: la Basilica paleocristiana, eretta tra il V e il VII secolo, a tre navate e con battistero a pianta quadrata che ospitava un fonte battesimale ottagonale, probabilmente fu trasformata in moschea durante l'occupazione islamica della città, tra il 718 e l'801, per poi essere restaurata intorno all'877 dal Vescovo Frodoì; la chiesa in stile romanico, consacrata nel 1058, anch'essa a tre navate, con tre absidi sopraelevate, un portico alla facciata e campanile. Sotto il presbiterio è situata la Cripta di Sant'Eulàlia risalente al XIV secolo, realizzata da Jaume Fabre, cui si accede da un'ampia scalinata coperta da un arco quasi piatto: il sarcofago di alabastro, realizzato dallo scultore pisano Lupo di Francesco nel 1327, e appoggiato sulla tavola dell'altare al centro della cripta, sostenuto da otto colonne di stili differenti; nella parte superiore, sculture con scene del martirio di sant'Eulàlia, mentre nella parete di fondo si trova l'antico sepolcro, risalente al IV secolo, con iscrizione del dell'877 che ricorda il rinvenimento delle reliquie nella Basilica (dal 1923) di Santa Maria del Mar, edificata in stile gotico catalano tra il 1329 e il 1383, sotto la direzione dell'architetto catalano Berenguer de Montagut, tradizionalmente considerata la chiesa dei marinai, in quanto ubicata nell'area mercantile e portuale della città e anche perché tutta la popolazione del quartiere prese parte alla sua costruzione, in particolar modo gli scaricatori del porto, i quali si occuparono di trasportare sulle proprie spalle le enormi pietre ricavate dalle cave in collina alla piazza dove sarebbe stato innalzato il luogo di culto - a. D. 1541 - Il conquistador spagnolo, Pedro de Valdivia (Villanueva de la Serena, in Estremadura, 1497 - Tucapel, in Cile, 1553), uno dei due luogotenenti del Marchese della conquista Francisco Pizarro, il conquistatore del Perù, dopo aver esplorato, a partire dal 1540, la parte nord del Cile, in ciò assistito dal navigatore genovese Giovanni Battista Pastene, divenuto ammiraglio della flotta spagnola, che insieme ai marinai italiani al suo comando diede il nome alla città di Valparaìso, avendo essi identificato i bellissimi luoghi del posto come la valle del Paradiso, e combattuto contro la resistenza delle popolazioni indigene, preparando la colonizzazione spagnola, fonda Santiago de nueva Extremadura, così chiamata in onore della città spagnola di Santiago di Compostela, dove, nell'893, anno in cui il Re delle Asturie Alfonso II il Casto vi aveva ordinato la costruzione di un santuario, nel luogo in cui nel IX secolo era stata ritrovata la tomba dell'Apostolo e Martire San Giacomo il Maggiore, ossia Giacomo di Zebedeo, fratello di San Giovanni Apostolo ed Evangelista, e i monaci benedettini vi avevano fissato la loro residenza dando inizio alla Peregrinatio ad limina Sancti Jacobi, dapprima dalle Asturie e dalla Galizia, poi da tutta l'Europa, e della sua regione di origine, l'Estremadura

13 febbraio, san Benigno di Todi, Presbitero e Martire (303) - Cattedrale della Santissima Annunziata, il Duomo di Todi: edificata, in stile romanico, nel XII secolo su un'area dove sorgeva un edificio di epoca romana. Quasi completamente distrutta da un devastante incendio nel 1190, fu completata, con apporti in stile gotico, nel XIV e rimaneggiata più volte. Così la facciata, risalente al XIII secolo, fu oggetto di diverse modifiche, l'ultima nel Cinquecento: il pregevole rosone centrale venne iniziato nel 1515 e fu compiuto sotto il Vescovo Alderico Billioti fra il 1517 e il 1523. All'interno sulla controfacciata, vi è un affresco del pittore faentino Ferraù Fenzoni (Faenza, 1562- Faenza,1645) raffigurante il Giudizio Universale, opera eseguita nel 1596, che prende spunto dal Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti nella Cappella Sistina (affresco eseguito, dietro l'altare della Cappella Sistina, dall'artista aretino, su commissione di Papa Clemente VII, tra il 1535 e il 1541) - a. D. 528 - Con la costituzione Haec quae necessario, l'Imperatore Giustiniano I il Grande nomina una commissione di dieci membri, presieduta dall'ex quaestor sacri palatii Giovanni e alla quale partecipa anche il giurista Triboniano, per la redazione del Codex Iustinianeus, raccolta ufficiale di costituzioni imperiali destinata a costituire parte integrante del Corpus Iurisi Civilis (529-534)

14 febbraio, San Valentino di Viterbo, Presbitero e Martire (Viterbo, 305); san Valentino, Vescovo e Martire (Terni, 176 - Roma, 14 febbraio 273), Vescovo di Terni (197-273), Patrono di Terni e degli innamorati, protettore degli epilettici ed invocato contro i dolori del ventre - Basilica Santuario di San Valentino Vescovo e Martire a Terni: il primo edificio risale al IV secolo, costruito sopra la tomba del santo martire, presso una necropoli paleocristiana. Esso fu distrutto dai Goti nel VI secolo e ricostruita nel corso del VII secolo in due fasi distinte, dapprima tra il 625 e e il 632, quindi tra il 642 e il 648,quando la gestione della chiesa venne affidata ai monaci benedettini. Nel 742 la Basilica fu teatro dello storico incontro tra il Re dei Longobardi Liutprando e Papa Zaccaria, scelta dal sovrano longobardo proprio per la presenza della salma del Santo cui si riconoscevano proprietà taumaturgiche: in occasione di quell'incontro Liutprando fece dono alla Chiesa di Roma della città di Sutri e di altre città del Lazio settentrionale. L'attuale edificio, in stile barocco, risale al XVII secolo, quando sotto il pontificato di Paolo V (1605-1621), vennero condotte le ricerche per il recupero delle reliquie del santo nel luogo dove sorgevano le prime chiese. La nuova Basilica fu ultimata nel 1618, quando vi furono traslate le reliquie del santo che erano state nel frattempo custodite nel Duomo di Terni, la Cattedrale di Santa Maria Assunta (fondata nel VI secolo e completata nel XVII). Nel 1626 l'Arciduca Leopoldo d'Asburgo, in viaggio verso Roma, in occasione di una sua visita alla Basilica, per ringraziare il Santo di una grazia ricevuta, si fece carico delle spese per la costruzione di un nuovo altare maggiore in marmo che verrà completato nel 1632. Sotto l'altare maggiore, sistemate in un'urna di bronzo dorato e cristallo, si trovano le reliquie del Santo - a. D. 496 - Papa Gelasio I (492-496) istituisce la memoria liturgica di San Valentino Vescovo e Martire, alla cui intercessione vengono affidati gli innamorati e le puerpere

15 febbraio, santi Faustino e Giovita, martiri (sotto l'Imperatore Adriano, 120/134), Patroni di Brescia e della Dioecesis Brixiensis - Chiesa dei Santi Faustino e Giovita a Brescia: chiesa patronale della Città di Brescia, legata all'attiguo cenobium monachorum, il monastero benedettino fondato nel IX secolo per volontà del Vescovo di Brescia Ramperto (pre 827-post 842) sulle fondamenta di un edificio risalente probabilmente all'VIII secolo. Il 9 maggio 806 era avvenuta la traslazione delle reliquie dei santi martiri bresciani dalla chiesa di San Faustino ad Sanguinem, sorta su un terreno che sant'Anatalone, Vescovo di Milano e di Brescia nel III secolo, aveva destinato alla sepoltura dei martiri, fuori dalle mura della città romana. Nel XII secolo la chiesa viene ricostruita e la consacrazione avviene nel 1142. L'ultimo rifacimento, in stile barocco, ebbe inizio il 9 marzo 1621, con la posa della prima pietra, e avrà compimento alla metà del Settecento - a. D. 1113 - Papa Pasquale II, con la bolla Pie Postulatio Voluntatis, riconosce ufficialmente l'Ordine religioso cavalleresco dei Cavalieri dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, fondato nel 1099, in seguito alla prima Crociata (1096-15 luglio 1099, liberazione di Gerusalemme), dal già monaco benedettino del monastero di Santa Maria Latina a Gerusalemme, ricostruito attorno al 1070 da ricchi mercanti italiani, il beato Gerardo Sasso, di probabile origine amalfitana. Fino ad allora l'Ordine aveva seguito la Sancta Regula benedettina, mentre da allora in poi avrebbe preso ad osservare la Regola di Sant'Agostino

16 febbraio, Domenica di Sexagesima, sessanta giorni, o meglio otto settimane a Pasqua. Domenica di preparazione alla Quaresima introdotta nel calendario liturgico nel VII secolo, in aggiunta alla Domenica di Quinquagesima, che era già stata prevista nel precedente secolo VI. Sant'Onesimo, Martire, discepolo di San Paolo Apostolo (Colossi, in Frigia, I sec. - Efeso, 90), Patrono dei domestici - Duomo di Monza, Basilica di San Giovanni Battista. A Monza, dove il re ostrogoto e patricius Romanorum, Teodorico (493-526), aveva deciso, a motivo della salubrità del clima, in prossimità di Milano, già capitale imperiale, di far edificare il suo Palatium magnum, la regina longobarda Teodolinda (589-624) fece erigere nel 603 la prima chiesa come cappella palatina del Palazzo Reale, residenza estiva della corte longobarda: la prima notizia riguardante la cappella è contenuta in un oraculum dedicato a San Giovanni Battista. Paolo Diacono, monaco benedettino (Cividale del Friuli,720-Montecassino,799), nella sua Historia Langobardorum (789), ricorda come sia stata la stessa Regina a far edificare a Monza il palazzo reale, istoriato con le imprese dei Longobardi, e accanto quella che sarebbe divenuta la Basilica dedicata a San Giovanni Battista. Alla sua morte, nel 627, Teodolinda è sepolta all'interno della Basilica e nel 1308 i suoi resti vengono traslati in un sarcofago, collocato all'interno della cappella a lei stessa dedicata dalla fine del XIV secolo, dove, in un'apposita teca contenuta nell'altare, è conservata la Corona Ferrea. Nell'anno 1300, in occasione del primo Giubileo, l'arciprete Avvocato degli Avvocati, depone la prima pietra del nuovo tempio in stile gotico, che verrà consacrato nel 1365 e ultimato solo nel 1681 - a. D. 889 - Guido, Duca di Spoleto e Marchese di Camerino (Spoleto, 855 - Val di Taro, 894), dopo aver sconfitto, sul fiume Trebbia, poco dopo l'Epifania di quello stesso anno, il rivale Berengario, Marchese del Friuli (Cividale del Friuli, 850 - Verona, 924), riceve a Pavia, l'antica capitale del regno longobardo in Italia, la Corona Ferrea, venendo così incoronato Re d'Italia, Rex gentis Langobardorum, Gratia Dei rex totius Italiae


17 febbraio, sant'Alessio Falconieri, eremita (Firenze, 1200 - Monte Senario, 17 febbraio 1310), cofondatore dell'Ordo Servorum Beatae Virginis Mariae, fu beatificato il 1° dicembre 1717 da Papa Clemente XI e canonizzato da Papa Leone XIII il 15 gennaio 1888, insieme ai suoi confratelli, insieme ricordati come i Sette Santi Fondatori dell'Ordine dei Serviti, tutti fiorentini (Amadio Amidei, Bonfiglio Monaldi, Bonagiunta Manetti, Manetto Dell'Antella, Sostegno Sostegni, Uguccione Uguccioni, in origine tutti nobili esercenti l'arte della mercatura e membri della laica Compagnia Fiorentina in onore della Vergine Maria). L'Ordine prese vita il 15 agosto 1233, quando i sette congregati ricevettero la grazia dell'apparizione della Beata Vergine Maria. Ritiratisi in solitudine, per condurre, in comunione fraterna, una vita di penitenza e contemplazione, nonché di servizio ai poveri, il Venerdì Santo del 1240, in seguito ad un'apparizione della Madonna dei sette dolori, vestirono il saio nero e adottarono la Regola di Sant'Agostino, mentre il Vescovo di Firenze, Ardengo Trotti (1231-1247), diede al nuovo Ordine le Costituzioni. Nel 1241, il governatore del Mugello, a rimedio dell'anima sua, donò allo stesso Vescovo di Firenze una parte del Monte Senario in favore dei sette eremiti che vi si stabilirono intorno al 1245 e qui vi condussero una vita dedita alla preghiera e al lavoro, tra austerità e silenzio. L'11 febbraio 1304, Papa Benedetto XI, con la bolla Dum levamus, confermò per l'Ordine la Regola di Sant'Agostino - Santuario di Monte Senario, sull'omonimo colle a nord di Firenze: eretto e consacrato nel 1234 dai Sette Santi fondatori dell'Ordine dei Servi di Maria, fu ampliato, una prima volta, nel XV secolo, quindi nel 1594 per volere del Granduca di Toscana Ferdinando I de' Medici (1587-1609), infine in parte modificato in stile barocco, tra il XVIII e il XIX secolo. Nel dicembre 1917 fu elevato al rango di Basilica minore da Papa Benedetto XV. - Basilica di Santa Maria dei Servi a Bologna, la cisa di Seruv. La prima pietra della chiesa originaria venne posata il 1° novembre 1345, mentre già nell'anno successivo veniva consacrata a Maria, quale chiesa dell'Ordine dei Servi di Maria, edificata grazie ad una ingente donazione da parte del ricco banchiere Taddeo Pepoli, tra il 1337 e il 1347 signore de facto di Bologna. Probabilmente progettata, in stile gotico, dall'architetto bolognese Antonio di Vincenzo (Bologna, 1350-1402), la chiesa originaria fu terminata nel 1383, ma già dal 1386 si avviarono lavori di ampliamento ed abbellimento, su disegno di padre Andrea Manfredi da Faenza (Faenza, 1319 - Bologna, 1396, le sue spoglie sono conservate all'interno della stessa Basilica dei Servi), padre Generale dell'Ordine dei Servi di Maria, nonché architetto. Il campanile fu eretto nel 1453. Nel Seicento, da una delle cappelle laterali, dedicata a San Giovanni Evangelista, viene ricavata la sagrestia. Nel marzo 1954 la chiesa viene elevata alla dignità di Basilica minore da Papa Pio XII. Nel 1392 il Comune di Bologna autorizzò il padre Generale dell'Ordine Andrea Manfredi di innalzare il portico prospiciente strada Maggiore. Altre arcate vennero progressivamente aggiunte, a più riprese: nel 1492, tra il 1515 e il 1521, nel corso del XVII secolo, raggiungendo l'aspetto attuale a forma di quadriportico solo nel 1864, su progetto di Giuseppe Modonesi, per la realizzazione del quale venne demolita la chiesa di San Tommaso Apostolo - a. D. 1448 - Con la stipula del Concordato di Vienna, destinato a rimanere in vigore fino al 1806, Papa Niccolò V (al secolo Tomaso Parentucelli, 1447-1455) ottiene dal Re di Germania e Duca di Stiria, Carinzia e Carniola Federico d'Asburgo l'abrogazione dei decreti del Concilio ecumenico di Basilea (1431-1438) contrari alle prerogative papali per quanto concerne la Germania e i possedimenti asburgici

18 febbraio, san Simeone, Vescovo e Martire, secondo Vescovo della Chiesa di Gerusalemme (62-107) - a. D. 1248 - Battaglia di Parma tra l'Imperatore dei Romani, Re di Sicilia, Re d'Italia e Re di Gerusalemme Federico II di Hohenstaufen (1198-1250) e la coalizione guelfa formatasi tra lo Stato Pontificio e la Lega Lombarda (ricostituitasi tra il 1226 e il 1227, con il favore di Papa Onorio III). Dal 2 luglio 1247 l'Imperatore cingeva d'assedio la città di Parma, fiorente centro urbano e nodo strategico lungo la Via Francigena, dove nell'1158, sulle rovine della monumentale arena di epoca romana, suo nonno e predecessore nelle dignità di Imperatore dei Romani e di Re d'Italia, Federico I di Hohenstaufen, il Barbarossa, (1155-1190), vi aveva fatto innalzare, quale residenza imperiale, il Palazzo Imperiale dell'Arena, completato intorno al 1162, ampliato e fortificato nel 1238 dallo stesso Federico II, che ne mantenne il possesso fino al 1247, quando, in seguito alla sconfitta dei ghibellini, comandati dal Podestà Enrico Testa, nella battaglia di Borghetto del Taro del 15 giugno, i guelfi parmigiani, tra i quali Bernardo de' Rossi, già collaboratore di Federico, insieme ai figli Giacomo e Ugolino, e Ugo Sanvitale, fratello di Alberto Sanvitale, nipote di Papa Innocenzo IV (al secolo Sinibaldo Fieschi, 1243-1254), il quale nel 1244 lo aveva nominato Vescovo di Parma, dopo aver deposto nel 1243 il predecessore, filoimperiale, Bernardo Vizio de' Scotti, rientrati in città sotto la guida di Gregorio da Montelongo, il cui padre era cugino di Papa Innocenzo III (1198-1216), legato pontificio in Lombardia dal 1238 e futuro Patriarca di Aquileia (1251-1269), e di Gherardo da Correggio, occuparono tutti gli edifici imperiali, nel prendere il controllo della città con un colpo di mano. Nella battaglia l'Imperatore, coadiuvato dal figlio secondogenito Enzo, Vicario imperiale d'Italia, Re di Torres e di Gallura, che morirà a Bologna nel palazzo, nel centro cittadino, che prenderà il suo nome il 14 marzo 1272, dal condottiero e signore della Marca Trevigiana, Ezzelino III da Romano, e dal Podestà di Pavia, il parmigiano Ugo Botteri, al comando di truppe reclutate all'interno del Regno di Sicilia, della Marca Trevigiana, delle città lombarde di Pavia, Cremona e Bergamo, venete di Padova, Verona e Vicenza ed emiliane di Modena e Reggio Emilia, venne pesantemente sconfitto, nonostante la schiacciante maggioranza numerica di effettivi di cui godeva, dalla lega guelfa comandata dal legato pontificio Gregorio da Montelongo, coadiuvato dai parmigiani Gherardo da Correggio, Bernardo de' Rossi, Ugo Sanvitale, Giberto da Gente e Filippo Visdomini, nonché dal Conte di Verona, Rizzardo da San Bonifacio, e composta da militi forniti oltre che dalla città di Parma, dallo Stato Pontificio, dalle città di Milano, Mantova, Piacenza e Ferrara, riunite nella Lega Lombarda

19 febbraio, san Gabino, Presbitero e Martire, (Dalmazia, metà III sec. - Roma, 296), fratello del santo Papa Caio (283-296), insieme al quale era parente dell'Imperatore Diocleziano (284-305), e padre della santa Vergine e Martire Susanna, martirizzata a Roma l'11 agosto 294. Il suo corpo fu sepolto presso le Catacombe di San Sebastiano, a Roma, sulla Via Appia, allora (III secolo) denominate in memoria Apostolorum, a motivo dell'originaria presenza, per un certo periodo, delle reliquie dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Nel 1608, con l'assenso di Papa Paolo V, il Governatore della Città di Lione e del Lionese, nonché Ambasciatore in Roma, Charles de Neufville (1566-1642), Marchese d'Alincourt e di Villeroy, e la consorte, Jacqueline de Harlay fecero traslare le spoglie del santo sacerdote e martire nella Chiesa del Collegio di Lione, dedicata alla Santissima Trinità ed appartenente alla Compagnia di Gesù - Basilica di San Sebastiano fuori le mura, a Roma sulla Via Appia, una delle sette chiese mete di pellegrinaggio in occasione del Giubileo. La Basilica originaria fu eretta, in grandi dimensioni, nella prima metà del IV secolo, per volere dell'Imperatore Costantino il Grande (Naissus, 274 - Nicomedia, 337), con il titolo dei Santi Pietro e Paolo, venendo dedicata alla memoria Apostolorum, sulle catacombe dove nel 258 erano state traslate le reliquie dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, per salvarle alla devastazione della persecuzione in odium fidei, per poi ritornare più tardi alle loro sedi originarie, rispettivamente in Vaticano e sulla Via Ostiense. La Basilica ricevette anche l'attributo ad catacumbas: sul finire del III secolo qui furono deposte le spoglie del santo martire Sebastiano (Roma, 20 gennaio 288). L'altro attributo, extra moenia, è dovuto al fatto che la Basilica si trova al di fuori delle Mura aureliane (270-275). I resti del santo martire Sebastiano, al quale la Basilica fu in un secondo momento dedicata, San Sebastiano alle catacombe, nell'826 furono trasferiti nella Basilica di San Pietro in Vaticano, per il timore di un assalto dei Saraceni, il quale si concretizzò nell'846, causando la distruzione della Basilica costantiniana. Il luogo di culto fu riedificato da Papa Niccolò I (858-867), mentre l'altare del santo martire Sebastiano fu riconsacrato da Papa Onorio III (1216-1227) su richiesta dei monaci cistercensi, i quali ricevettero la cura della Basilica. L'edificio attuale, in stile barocco, è il risultato della ricostruzione che fu ordinata nel XVII secolo dal Cardinale Scipione Caffarelli-Borghese (Roma, 1577-1633), nipote di Papa Paolo V, che lo aveva creato Cardinale nel 1605 e del quale fu Cardinale Segretario di Stato, oltre che Bibliotecario e Archivista di Santa Romana Chiesa, Penitenziere Maggiore e Arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano, e realizzata sotto la direzione dell'architetto varesotto, Flaminio Ponzio, prima, e del fiammingo, originario di Utrecht, Jan van Santen, meglio noto in Italia come Giovanni Vasanzio. Con bolla di Papa Clemente XI (1700-1721), dal 18 aprile 1714 la Basilica è sede parrocchiale - a. D. 1749 - Nell'imminenza dell'Anno Santo 1750, Papa Benedetto XIV pubblica la Lettera enciclica Annus qui hunc, con la quale raccomanda l'ordine, la pulizia e il decoro dei luoghi di culto e richiama l'attenzione sulle celebrazioni liturgiche, nonché esorta il clero a servirsi di canti e musiche adatte a suscitare la devozione dei fedeli

20 febbraio, sant'Eleuterio, Vescovo e Martire (Tournai, Tornacum, in Vallonia, 456 - 531), Vescovo di Tornacum (486-531) - Cattedrale di Notre-Dame, a Tournai. Edificata a partire dall'inizio del XII secolo su fondamenta più antiche, la sua costruzione si protrasse talmente a lungo da fondere gli stili di tre periodi distinti: il romanico della navata, comprensiva di matroneo, il gotico del coro e uno stile di transizione fra il romanico e il gotico, denominato protogotico, nel transetto caratterizzato da un gruppo di cinque torri campanarie. I lavori giunsero a compimento nel 1255 e la Cattedrale venne consacrata nel 1312, quando Vescovo della Dioecesis Tornacensis era Guy de Boulogne, che nel 1324 sarebbe divenuto Arcivescovo di Cambrai - a. D. 1810 - L'insorgente cattolico e patriota tirolese Andreas Hofer, il Generale Barbone, nato a San Leonardo in Passiria in Sud Tirolo nel 1767, dopo che, all'indomani della vittoriosa battaglia presso il monte Isel, combattuta il 13 agosto 1809, si era insediato alla Hofburg di Innsbruck, autoproclamandosi Reggente del Tirolo, ma poi era stato fatto prigioniero dai giacobini francesi il 28 gennaio di quell'anno, viene fucilato a Mantova da un plotone di esecuzione, dopo essere stato condannato a morte da un tribunale militare, portando tra le mani un crocifisso ornato di fiori, rifiutando di farsi bendare, affermando: Io sto davanti a Colui che mi ha creato e in piedi io voglio consegnargli la mia anima.Le sue esequie furono officiate nella chiesa mantovana di San Michele Arcangelo e il suo corpo venne sepolto nel cimitero vicino, ma nel 1823 venne traslato nella Hofkirche, ossia nella Chiesa di Corte di Innsbruck, edificata tra il 1553 e il 1563 dall'architetto Andrea Crivelli per volere dell'Imperatore dei Romani Ferdinando I d'Asburgo (1556-1564) in memoria di suo nonno, l'Imperatore Massimiliano I, il quale aveva nutrito una speciale predilezione per la città sull'Inn

21 febbraio, San Severiano, Vescovo e Martire (Scitopoli, 452), Arcivescovo di Scitopoli martirizzato dalla setta monofisita di Eutiche, Archimandrita di un convento di Costantinopoli (378-454) - Chiesa di Sant'Ambrogio della Vittoria a Parabiago: voluta da Luchino Visconti, all'indomani della vittoriosa battaglia di Parabiago del 21 febbraio 1339, in ringraziamento della grazia ricevuta, fu intitolata al santo Vescovo di Milano ed eretta sul luogo della battaglia. La prima pietra fu posta dall'Arcivescovo Giovanni Visconti. Terminata nel 1348, il tempio venne affidato alla cura dei cappellani nominati dall'amministrazione cittadina di Milano ed ogni anno, all'anniversario della battaglia, vi si svolgeva una processione a cui partecipavano i nobili della città. Nel 1481, su petizione dei nobili di Parabiago, la chiesa venne affidata ai frati della congregazione di San Barnaba e Sant'Ambrogio ad Nemus, l'Ordo fratrum Sancti Ambrosii ad Nemus, fondato verso la età del XIV secolo da tre ricchi nobili milanesi, Alberto Besozzo, Alessandro Crivelli e Antonio Pietrasanta. Nel 1647 il Consiglio dei LX decurioni la affidò ai padri cistercensi di Lombardia, che ne poterono prendere possesso solo nel 1668. Intanto nel 1608 venne affidato all'architetto Alessandro Bisnati il progetto della ristrutturazione della chiesa, il quale prevedeva la demolizione dell'edificio esistente. I lavori di demolizione ebbero inizio solo nel 1624 e solo tra il 1708 e il 1713 si svolsero i lavori di costruzione della nuova chiesa e dell'annesso monastero, sotto la direzione dell'architetto Giovan Battista Quadrio - a. D. 1339 - Battaglia di Parabiago: a Parabiago, Parabiacum, sull'asse tra Milano e Sempione, nel Canton Vallese, le truppe fedeli al Signore di Milano e Vicario Imperiale, Azzone Visconti (Milano, 1302-16 agosto 1339), comandate dagli zii Luchino Visconti (1287-1349) e Giovanni Visconti (Milano, 1290-1354), dal 1332 Vescovo di Novara, e da Pinalla Aliprandi, Capitano Generale dell'esercito di Azzone, e forti del sostegno del Conte di Savoia, Aosta e Moriana Aimone di Savoia il Pacifico, del Signore di Ferrara e di Modena Obizzo III d'Este, del Patriarca di Aquileia, il beato Bertrand de Saint-Geniès, del Capitano del popolo di Mantova Ludovico I Gonzaga, del Marchese di Saluzzo Tommaso II del Vasto e del signore di Bologna Taddeo Pepoli che inviò una compagnia di 700 cavalieri al comando del condottiero Ettore da Panigo, il cui apporto risultò decisivo per le sorti della battaglia, ebbero la meglio sulla Compagnia di San Giorgio, compagnia di ventura fondata da Lodrisio Visconti (Milano, 1280-1364) a Verona, dove si era rifugiato presso la corte del signore locale Mastino II della Scala, dopo essere stato esiliato dalla sua città natale, forte di oltre 6.500 armati fra cavalieri, fanti, molti dei quali svizzeri, e balestrieri, e della quale era stato nominato capitano, con l'intento di spodestare il nipote Azzone, affiancato dai capitani di ventura tedeschi Guarnieri d'Urslingen, il Duca Guarnieri, e Corrado Wirtinger Conte di Burg Landau, il Conte Lando, grazie anche all'intervento prodigioso di Sant'Ambrogio

22 febbraio, Cattedra di San Pietro ad Antiochia, festa iscritta al Calendario Romano generale nel III secolo. Un'aggiunta tardiva al testo del Martyrologium Hieronymianum del V secolo specifica che la festa dedicata alla cattedra di San Pietro Apostolo fissata il 22 di febbraio celebra la prima cattedra di San Pietro, quella di Antiochia. San Pietro Apostolo fu Vescovo di Antiochia di Siria tra il 42 e il 54 - Chiesa di San Pietro ad Antiochia di Siria, luogo di incontro delle prime comunità cristiane. L'Imperatore Costantino il Grande (306-337), nel 325, fece iniziare i lavori per la costruzione della grande chiesa ottagonale, posizionata probabilmente nei pressi del Palazzo imperiale sull'isola, al di là dell'Oronte, che divenne il prototipo della successiva architettura bizantina, come ad esempio per la Chiesa di San Vitale a Ravenna, edificata tra il 525 e il 547, anno della sua consacrazione. I lavori di edificazione ebbero termine nel 341, sotto l'Imperatore Costanzo II (337-361), figlio dello stesso Costantino. La Chiesa fu gravemente danneggiata in occasione di un primo terremoto nel 526 e poi definitivamente distrutta da quello del 588 e mai più ricostruita - a. D. 1495 - Il Re di Francia Carlo VIII di Valois (Amboise, 1470-1498), che vantava, attraverso la nonna paterna, Maria d'Angiò, un lontano diritto ereditario sulla corona del Regno di Napoli, occupa Napoli praticamente senza combattere: il Re Ferdinando II d' Aragona (Napoli, 1469 - Somma Vesuviana, 1496), era fuggito con tutta la corte in vista di una futura resistenza


Ultima modifica di Bartolomeo il Mar Mar 17, 2020 5:27 pm, modificato 3 volte
Bartolomeo
Bartolomeo

Messaggi : 52
Data di iscrizione : 21.10.19

Torna in alto Andare in basso

Calendario storico Empty Re: Calendario storico

Messaggio Da Bartolomeo Lun Feb 24, 2020 1:18 pm

23 febbraio, Domenica di Quinquagesima, cinquanta giorni alla Pasqua; San Pier Damiani, Cardinale e Dottore della Chiesa (Ravenna, 1007 - Faenza, 1072); monaco benedettino camaldolese, autore di una Vita di San Romualdo (1042), creato Cardinale Vescovo di Ostia da Papa Stefano IX nel 1058, dal 1060 fu anche Cardinale Vescovo di Velletri, proclamato Dottore della Chiesa nel 1828 da Papa Leone XII - Monastero camaldolese di Fonte Avellana, dedicato alla Santa Croce, nel Comune di Serra Sant'Abbondio nell'urbinate, alle pendici del Monte Catria (1.701 m s.l.m.): eremo fondato probabilmente da San Romualdo nel 980, divenuta sede della Congregazione camaldolese dell'Ordine di San Benedetto, fondata dallo stesso santo monaco benedettino tra il 1024 e il 1025. Notevole impulso spirituale, culturale ed architettonico ricevette l'eremo dall'opera di San Pier Damiani, divenuto qui monaco nel 1035, otto anni dalla morte del santo fondatore della congregazione camaldolese, e Priore nel 1043. L'Eremo viene citato da Dante, che sembra esserne stato ospite, nel ventunesimo canto del Paradiso: "Render solea quel chiostro a questi cieli fertilemente ... In quel loco fu' io Pietro Damiano " (XXI,118-119;121). Nel 1325 l'eremo venne eretto ad abbazia - a. D. 1455 -  Pubblicazione della Bibbia di Gutenberg, secondo la tradizione, il primo libro occidentale stampato con caratteri mobili, a Magonza in Renania

24 febbraio, san Sergio di Cesarea di Cappadocia, martire (304) - a. D. 1582 - Papa Gregorio XIII annuncia il calendario gregoriano con la bolla Inter gravissimas, in accordo con la maggioranza dei principi cattolici e delle Università

25 febbraio, san Mattia Apostolo, "qui Apostolorum tuorum collegio sociasti" - Basilica di Santa Giustina a Padova, nel cui transetto sono custodite in un'arca marmorea le reliquie del santo Apostolo, a poca distanza dall'arca del santo Evangelista Luca. Nel VI secolo Venanzio Opilione, prefetto del pretorio d'Italia e nel 524 console, sul luogo della tomba di santa Giustina, Vergine e Martire (+ 7 ottobre 304), fece costruire una basilica affiancata da un oratorio dedicato a san Prosdocimo, primo Vescovo di Padova (+100), discepolo di san Marco Evangelista, e da altri ambienti destinati al culto. La Basilica Opilionea, che intanto fu affiancata da un importante monastero benedettino, crollò in gran parte con il terremoto del 1117, venne ricostruita frettolosamente negli anni successivi, per poi essere, tra il XIV e il XV secolo, un continuo cantiere, quando, nel frattempo, si ricostruiva pure, in maniera grandiosa, il vicino cenobio, con ben quattro chiostri, con l'apporto fondamentale del carismatico Abate Ludovico Barbo, originario di Venezia (1382-1443) e Vescovo di Treviso tra il 1437 e il 1443, fautore della riforma benedettina del primo Quattrocento, che qui a Santa Giustina fondò la Congregazione che, nel 1504, con l'ingresso dell'Abbazia di Montecassino, assumerà il nome di Congregatio Casinensis. Nel 1501 ebbe inizio una nuova costruzione sul progetto che il padre domenicano Girolamo da Brescia aveva presentato al Capitolo generale nel 1489. Di progetto in progetto, d'architetto ad architetto, la fabbrica di Santa Giustina si protrasse per un secolo, finché, il 14 marzo 1606, la Basilica venne solennemente consacrata - a. D. 1798 - A Roma, da dove Papa Pio VI era stato allontanato il 10 febbraio, prigioniero dell'armata napoleonica in Italia, romani trasteverini e monticiani insorgono contro la giacobina Repubblica Romana, proclamata il 15 febbraio, ma la sommossa viene repressa nel sangue dalle truppe giacobine francesi

26 febbraio, Feria quarta in cinerum: imposizione delle ceneri, ottenute bruciando i rami d'ulivo benedetti la Domenica delle Palme dell'anno precedente, pronunciando l'antichissima formula di ammonimento, tratta dal libro della Genesi (3,19), "Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris" - Imposizione delle ceneri sul capo del Pontefice per mano del Cardinale protovescovo, decano del collegio cardinalizio, nella Basilica di Sant'Anastasia al Palatino (primi decenni del IV secolo, dedicata a Santa Anastasia, Martire), presso il Circo Massimo, e processione penitenziale, a piedi scalzi, almeno fino al XII secolo, salendo alla Basilica di Santa Sabina all'Aventino (edificata tra il 422 eil 432 sulla casa di Santa Sabina, Martire, nei pressi del tempio pagano di Giunone Regina, dal 1219 sede della Curia generalizia dell'Ordo fratrum praedicatorum di San Domenico di Guzman), sede della prima stazione quaresimale, dove il Pontefice celebra la prima Messa stazionale e pronuncia l'omelia del Mercoledì delle ceneri - a. D. 1266 - Battaglia di Benevento: Carlo d'Angiò, sostenuto da Papa Clemente IV (l'occitano Gui Foucois, originario della Linguadoca, Pontefice dal 1265 al 1268), sconfigge in battaglia Manfredi di Svevia, Re di Sicilia, Principe di Taranto e Conte di Matera, figlio dell'Imperatore e Re di Sicilia Federico II di Hohenstaufen e Bianca Lancia, che vi muore. L'esercito di Carlo d'Angiò era composto da un primo battaglione di fanti provenzali, al comando di Filippo di Montfort, signore di Castres, e di Ugo di Mirepoix; un secondo battaglione composto da mercenari italiani e da fanti della Linguadoca e della Francia centrale, comandati personalmente dallo stesso Carlo; un terzo battaglione di fanti arruolati nella contea di Fiandra, comandato dal Connestabile di Francia, Gilles de Trasignies, e da Roberto di Dampierre, erede della Contea di Fiandra e della Contea di Nevers. Rilevante fu l'apporto fornito a Carlo dalla cavalleria fiorentina di parte guelfa. L'esercito di Manfredi era invece composto dagli arcieri saraceni di Lucera, da un primo battaglione di mercenari tedeschi, comandato dal cugino il conte Giordano d'Anglano, da un secondo battaglione composto da mercenari italiani e da cavalieri leggeri saraceni, comandati dallo zio Galvano Lancia, ed un terzo battaglione formato da feudatari del Regno, sotto il comando personale dello stesso Manfredi. In più ebbe il contributo di un piccolo contingente catalano, inviato da Giacomo I Re della Corona d'Aragona (1213-1276), con il quale Manfredi si era imparentato in seguito al matrimonio che nel 1262 aveva legato sua figlia Costanza al figlio di Giacomo, Pietro, futuro Re di Sicilia, insieme alla consorte, dal 1282

27 febbraio, san Leandro di Siviglia, Vescovo (Cartagena, 534 - Siviglia, 600), Arcivescovo di Siviglia (579-600), fratello di sant'Isidoro di Siviglia, Arcivescovo di Siviglia (600-636) e Dottore della Chiesa (proclamato tale da Papa Innocenzo XIII il 25 aprile 1722), di san Fulgenzio, Vescovo di Astigi/Ecija in Andalusia (590/600-pre 633), e di santa Fiorentina, Badessa benedettina (+ 612), insieme ai quali viene tradizionalmente indicato come i Quattro Santi di Cartagena - Cattedrale metropolitana di Santa Maria della Sede di Siviglia / Catedral metropolitana de Santa Maria de la Sede de Sevilla: una delle più grandi cattedrali gotiche del mondo occidentale, edificata a partire dal 1401, consacrata nel 1507 dall'Arcivescovo (1504-1523) Diego de Deza, padre dell'Ordo fratrum praedicatorum, e completata solo nel 1928 - a. D. 1594 - Enrico IV di Borbone viene solennemente consacrato Re di Francia nella Cattedrale Notre-Dame di Chartres (inizio costruzione 1194, completamento 1220, in stile gotico)

28 febbraio, san Gabriele della Vergine Addolorata, Confessore (Assisi, 1838 - Isola del Gran Sasso, 1862), sacerdote della Congregatio Passionis Iesu Christi, fondata nel 1720 da san Paolo della Croce, il cui primo convento fu eretto sul monte Argentario, nella Maremma grossetana e la cui regola fu approvata da Papa Benedetto XIV il 15 maggio 1741; beatificato il 31 maggio 1908 da Papa san Pio X e canonizzato il 13 maggio 1920 da Papa Benedetto XV; Papa Pio XI (1922-1939) lo ha dichiarato patrono della gioventù cattolica - Antico Santuario di San Gabriele dell'Addolorata. Verso il 1215, san Francesco d'Assisi, recatosi alle falde del Gran Sasso, vi trovò un'edicola dedicata alla Madonna Annunziata, sopra la quale, nel 1216, dopo aver fondato qui un convento per il suo Ordo fratrum, vi fece costruire una chiesa dedicata all'Immacolata. Nel 1809, con la soppressione degli ordini religiosi da parte dei giacobini francesi e dei loro seguaci italiani, il convento fu abbandonato dai padri francescani ai quali, più tardi, nel 1847, subentreranno i padri passionisti. Nel 1907 hanno inizio i lavori di ristrutturazione in stile tardo barocco della chiesa, dedicata al Sanctus Gabriel a Virgine Perdolente, la quale verrà consacrata l'anno seguente e nel luglio del 1929 Papa Pio XI eleverà il Santuario alla dignità di Basilica minore - a. D. 870 - Hanno conclusione i lavori dell'ottavo Concilio ecumenico, il Concilio di Costantinopoli IV, che era stato convocato l'anno precedente, di comune accordo, da Papa Adriano II (867-872) e dall'Imperatore dei Romani d'Oriente Basilio I (867-886) e con il quale venne ribadita la condanna dell'iconoclastia, si afferma l'unicità dell'anima umana, viene dichiarato deposto chiunque riceva la consacrazione episcopale in seguito ad un intervento arbitrario del potere secolare e vietato l'intervento dei laici nelle elezioni dei patriarchi e dei metropoliti

29 febbraio, san Macario, Martire (+ Roma, 250) - Basilica dei Santi Trifone e Agostino in Campio Marzio, a Roma. La prima costruzione dell'edificio risale al XIV secolo, quando gli eremitani dell'Ordo Eremitarum Sancti Augustini (Ordine sorto nel 1244 dall'unione, promossa dal Cardinale Riccardo Annibaldi, primo Cardinale protettore dell'Ordine, e sancita da Papa Innocenzo IV -1243-1254-, delle fraternità di eremiti della Tuscia in un'unica famiglia religiosa, sotto la guida di un priore generale e con la Regola di Sant'Agostino del V secolo), che già officiavano la chiesa di San Trifone in Posterula, risalente all'VIII secolo e concessa agli stessi eremitani da Papa Onorio IV (1285-1287) nel 1287, decisero di costruire una nuova struttura per il loro convento e di dedicarla a Sant'Agostino. La prima chiesa venne ultimata nel 1420 ma risultò troppo piccola per le esigenze della comunità conventuale ed, essendo sotto il livello del Tevere, era soggetta alle sue esondazioni: grazie alla munificenza del Cardinale Vescovo di Ostia e di Velletri Guillaume d'Estouteville, padre benedettino della congregazione cluniacense, Camerlengo di Santa Romana Chiesa e Decano del Sacro Collegio,fu edificata l'attuale Basilica, perpendicolarmente alla precedente. Con costituzione apostolica del 13 aprile 1587, Papa Sisto V l'ha resa sede del titolo cardinalizio di Sant'Agostino, titulus S. Augustini, retto da un Cardinale presbitero
Bartolomeo
Bartolomeo

Messaggi : 52
Data di iscrizione : 21.10.19

Torna in alto Andare in basso

Calendario storico Empty Re: Calendario storico

Messaggio Da Bartolomeo Dom Mar 01, 2020 10:08 pm

1° marzo, Dominica prima in Quadragesima, Sant'Albino Vescovo, Vescovo di Vercelli (435-451) - Messa stazionale presso la Basilica papale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista in Laterano, la Cattedrale di Roma, sul Celio, la prima delle quattro basiliche papali maggiori, la più antica e importante Basilica d'Occidente, dove è custodita la Cattedra di San Pietro. La Basilica sorse nel IV secolo presso gli Horti Laterani, antico possedimento fondiario dei Laterani, ramo della gens Sextia, che era stato confiscato da Nerone, entrando a far parte delle proprietà imperiali, mentre nel 161 Marco Aurelio vi fece costruire un palazzo. Palazzo e terreno pervennero a Costantino il Grande quando questi sposò nel 307 Fausta, figlia di Massimiano e sorella di Massenzio. La residenza era, quindi, nota all'epoca come Domus Faustae. Costantino, uscito vittorioso dalla battaglia di Ponte Milvio, combattuta alle porte di Roma nel 312 contro Massenzio, in seguito alla visione del motto premonitore in hoc signo vinces, in segno di gratitudine a Cristo, fa dono al Vescovo di Roma, Papa Milziade (310-314), della Domus Faustae e degli annessi Horti Laterani. Venne qui edificata la primitiva basilica, che venne consacrata da Papa Milziade al Redentore, all'indomani dell'Editto di Milano del 313 che riconosceva il Cristianesimo quale religio licita. La Domus divenne da allora sede del governo papale. La dedicazione ufficiale della Basilica al Santissimo Salvatore fu compiuta nel 324 da Papa Silvestro I (314-335), il quale dichiarò solennemente la Basilica e l'annesso Palazzo del Laterano Domus Dei. Nel 1421 alla Basilica verrà annesso un convento, addossato al tratto adiacente delle mura cittadine, assegnato ai monaci benedettini - a. D. 1444 - Il principe cattolico albanese Giorgio Castriota Scanderbeg, (1405-1468), che sarà appellato da Papa Callisto III (1455-1458) Atleta di Cristo e Difensore della Fede, nella Cattedrale di San Nicola ad Alessio, alla presenza della maggior parte dei principi albanesi e del rappresentante diplomatico della Serenissima Repubblica di Venezia (Doge Francesco Foscari, 1423-1457), viene proclamato, all'unanimità, guida della Nazione albanese

2 marzo, san Simplicio, Papa (468-483) - Basilica di Santo Stefano Rotondo al Celio, a Roma, chiesa nazionale di Ungheria. Basilica a pianta circolare, la cui costruzione fu probabilmente voluta da Papa Leone I Magno (440-461) il quale la dedicò a Santo Stefano protomartire, e iniziata tra il 455 e il 461. Fu Papa Simplicio a consacrarla. Nel XV secolo, Papa Niccolò V (1447-1455) ne affidò il restauro completo all'architetto e scultore fiorentino Bernardo Rossellino, con il quale forse collaborò il genovese Leon Battista Alberti, una delle figure artistiche più poliedriche del Rinascimento. La Basilica venne quindi affidata all'Ordo fratrum S. Pauli primi eremitae, ordine monastico fondato in Ungheria all'inizio del XIII secolo, in un momento di riscoperta della vita eremitica, il quale la mantenne fino al 1580,quando Papa Gregorio XIII (1572-1585) la affidò al Collegium hungaricum che venne, a sua volta, unificato al Collegium germanicum, un convitto retto dalla Compagnia di Gesù e destinato ai sacerdoti di lingua tedesca. Nel XVIII secolo fu creata all'interno della Basilica la cappella nazionale ungherese destinata agli studenti provenienti dal Regno d'Ungheria. Fin dalla sua costruzione, la Basilica fu sede del cardinalizio titulus Sancti Stephani in Coelio monte - a. D. 537 - Inizia l'assedio di Roma da parte delle truppe imperiali al comando del generale Flavio Belisario, in guerra contro gli Ostrogoti di Vitige, nel contesto della Renovatio Imperii, promossa dall'Imperatore Giustiniano I il Grande (527-565)

3 marzo, santa Cunegonda, Vergine, figlia del Conte di Lussemburgo Sigfrido e consorte di Enrico II Imperatore dei Romani, Re dei Franchi, Re degli Italici e Duca di Baviera (1002-1024), Patrona di Bamberga, del Lussemburgo, della Lituania e della Polonia - Duomo Imperiale dei Santi Pietro e Giorgio, Cattedrale della Città di Bamberga in Baviera, Bamberger Kaiserdom Sankt Peter und Sankt Georg, eretta in stile tardo - romanico e gotico, a partire dal 1004 per volere del Re dei Franchi e Duca di Baviera, poi Imperatore dei Romani, Enrico II il Santo (1002-1024), su un edificio precedente, consacrata il 6 maggio 1012, data di ricorrenza del compleanno di Enrico II, con una solenne cerimonia alla quale presenziarono 45 fra Vescovi e alti dignitari della Chiesa, fra i quali tutti gli Arcivescovi, eccetto uno, del Sacro Romano Impero, e completata nel 1237, è una delle sette Cattedrali Imperiali di Germania, insieme al Duomo Imperiale dei Santi Martino e Stefano a Magonza in Renania (edificata, in stile romanico, a partire dal 975, consacrata il 28 agosto 1009, completata nel 1482: qui furono incoronati Re dei Franchi Enrico II il Santo, il 6 giugno 1002, Corrado II di Franconia, l'8 settembre 1024, e Re dei Romani Federico II di Svevia, il 9 dicembre 1212), al Duomo di San Pietro a Worms in Renania (edificata, in stile romanico e gotico, con successivi ritocchi in stile barocco, a partire dal 1125, consacrata nel 1181, completata solo nel 1933, qui vi sono sepolti l'Imperatore Corrado II di Franconia e la sua famiglia), Duomo dei Santi Maria e Stefano a Spira in Renania (edificata, in stile romanico, a partire dal 1030, per volere dell'Imperatore Corrado II di Franconia, come Cappella della dinastia salica di Franconia, e successivamente ampliata dal nipote Enrico IV, Imperatore dei Romani dal 1084 al 1105),alla Cattedrale Imperiale di Santa Maria ad Aquisgrana nella Renania settentrionale (originata dalla Cappella Palatina voluta da Carlo Magno, che vi sepolto alla sua morte avvenuta nell' 814, edificata nei pressi del suo palazzo nel 786, dal 936 al 1520 fu la chiesa di incoronazione per trenta Re dei Romani, meta di pellegrinaggio, ampliata in stile gotico tra il 1355 e il 1414, anno della sua consacrazione, nel seicentesimo anniversario della morte di Carlo Magno, le cui spoglie nel 1165, per volontà dell'Imperatore Federico Barbarossa, erano state tumulate in una cripta e disposte in un sarcofago scolpito nel marmo, che si diceva essere quello in cui era stato già sepolto Augusto, mentre nel 1215 l'Imperatore Federico II le fece trasferire in uno scrigno d'oro e d'argento), al Duomo Imperiale di San Bartolomeo a Francoforte sul Meno, in Assia (collegiata in stile gotico, luogo di elezione a Re dei Romani dal 1356 al 1562, ricostruita, in seguito ad un devastante incendio, nel 1867) e alla Basilica Imperiale di Konigslutter, in Bassa Sassonia (fatta edificare dall'Imperatore Lotario II di Supplimburgo, incoronato a Roma, presso la Basilica laterana, nel 1133 e morto nel 1137). Il Bamberger Kaiserdom ospita le spoglie di Enrico II e della sua consorte Cunegonda, entrambi canonizzati, il primo da Papa Eugenio III il 4 marzo 1146, la seconda da Papa Innocenzo III il 29 marzo 1200 - a. D. 1431 - Il Cardinale presbitero di Santa Maria in Trastevere, Gabriele Condulmer (Venezia, 1383 - Roma, 1447), viene eletto al soglio di Pietro, assumendo per sé il nome di Eugenio IV, al termine di un conclave che si svolse rapidamente a motivo dell'imminente apertura del concilio ecumenico di Basilea (23 luglio 1431), che era già stato convocato dal suo predecessore Papa Martino V   

4 marzo, san Casimiro, Confessore, figlio terzogenito del Re di Polonia e Granduca di Lituania Casimiro IV Jagellone e della sua consorte Elisabetta d'Asburgo, (Wawel, Cracovia, 1458- Grodno, 1484), Patrono di Lituania,Polonia e Russia, e dei giovani. L'iter di canonizzazione, promossa dal Re di Polonia e Granduca di Lituania Sigismondo I Jagellone (1506-1548) e dal Vescovo di Vilnius Alberto, prese il via, tra Roma e la Polonia, nel 1517 e sarebbe culminato con esito positivo nel 1521, con la presunta approvazione del culto da parte di Papa Leone X; nel 1602 Papa Clemente VIII approvò la festa del santo, sancendone la definitiva canonizzazione e nel 1604 veniva inviato da Roma a Vilnius uno stendardo con l'effige di san Casimiro; nel 1621 Papa Paolo V ne inserì la festa nel Messale e nel breviario; nel 1636 Papa Urbano VIII proclamò ufficialmente san Casimiro Patrono della Lituania; nel 1948 Papa Pio XII lo proclamò Patrono speciale dei giovani - Cattedrale di Vilnius in Lituania. L'erezione della diocesi si deve a Jogaila, Ladislao II Jagellone, Granduca di Lituania e poi anche Re di Polonia (1386-1434), promotore dell'evangelizzazione della Lituania nel 1387, dell'erezione di una sede episcopale a Vilnius e dell'istituzione di un capitolo di dieci canonici. La prima cattedrale di Vilnius venne distrutta da un incendio al tempo dell'episcopato del frate francescano Jakub Plichta (1398-1407). La restaurazione della Cattedrale in stile gotico si avrà sotto l'episcopato del principe Pawel Holszanski (1534-1555). Nel 1600 il Re di Polonia e Granduca di Lituania Sigismondo III Vasa (1587-1632) nominò Vescovo di Vilnius Benedykt Wojna (1600-1615), che si impegnò efficacemente per la canonizzazione del principe Casimiro Jagellone, in onore del quale nel 1604 fu posata la prima pietra di una chiesa a Vilnius ed ebbero successo i suoi sforzi per ottenere la proclamazione di san Casimiro a Patrono della Lituania. I resti mortali del santo erano stati infatti sepolti nel 1484 a Vilnius, dove si trovano ancora conservati in una cappella della Cattedrale della città - a. D. 1152 - A Francoforte sul Meno viene formalmente eletto Re dei Romani, con voto quasi unanime, il futuro Imperatore Federico Barbarossa, figlio del Duca di Svevia, Federico II Hohenstaufen, in seguito al compromesso raggiunto con l'altro principale pretendente al trono, suo cugino Enrico Welfen il Leone, Duca di Sassonia, il quale ottenne per sé la promessa della concessione della sovranità anche sul Ducato di Baviera

5 marzo, san Teofilo, Vescovo di Caesarea ad mare (189-195) - Messa stazionale in San Lorenzo in Panisperna, a Roma, chiesa costruita sul luogo del martirio di san Lorenzo, diacono (10 agosto 258) in epoca costantiniana, nel IV secolo, secondo la tradizione, o più probabilmente nel IX secolo, per volere di Papa Formoso (891-896), da qui il nome, con anche il quale è nota, di San Lorenzo in Formosa. Il nome panisperna deriverebbe dalla consuetudine di distribuire panis et perna, ossia pane e prosciutto, il 10 agosto, giorno dedicato al santo diacono e martire Lorenzo, in memoria della carità del santo verso i poveri, tradizione rispettata dal vicino convento delle clarisse - a. D. 1570 - A Roma, Cosimo di Giovanni de' Medici viene incoronato da Papa san Pio V Granduca di Toscana ed ottiene, mediante bolla papale, il riconoscimento ufficiale del potere sopra la Toscana, dopo aver promesso, l'anno precedente, di mettere la flotta del Ducato di Firenze a servizio della Lega Santa che si sta formando per contrastare l'avanzata ottomana nei Balcani e che il 7 ottobre 1571 sbaraglierà la flotta turca nella battaglia di Lepanto

6 marzo, sante Perpetua e Felicita, martiri (Cartagine, 7 marzo 203), Patrone delle madri e delle donne in gravidanza - Messa stazionale ai Santi XII Apostoli, in Piazza Santi Apostoli nel rione Trevi a Roma. Basilica costruita nel IV secolo da Papa Giulio I (337-352) e chiamata in origine, dal nome del fondatore, Basilica Iulia. Già in testi del V secolo la basilica viene citata con la qualifica di titulus apostolorum. In età bizantina (VI-VII secolo), sui resti della chiesa originaria viene costruita una nuova basilica con pianta a croce greca e adorna di mosaici, la cui edificazione è dovuta a Papa Pelagio I (556-561), sotto il governo di Narsete. La basilica conserva le reliquie degli Apostoli Filippo di Betsaida e Giacomo d'Alfeo. Nel 1348 venne distrutta da un terremoto e il restauro avvenne solo nel XV secolo per iniziativa di Papa Martino V (1417-1431), la cui nobile famiglia, i Colonna, era insediata proprio nelle vicinanze. Nel 1702 Papa Clemente XI (1700-1721) ne commissionò il totale rifacimento all'architetto ticinese Francesco Fontana: la basilica verrà consacrata il 17 settembre 1724 da Papa Benedetto XIII (1724-1730) - a. D. 1447 - A Roma, nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva, dopo solo due giorni dall'inizio del conclave, scartata la candidatura del Cardinale Prospero Colonna, nipote di Papa Martino V e fratello di Antonio Colonna, Principe di Salerno, e di Odoardo Colonna, Duca dei Marsi, viene eletto al soglio di San Pietro il Cardinale Tomaso Parentucelli, Arcivescovo di Bologna (1444-1447), al quale il 23 febbraio era toccata l'orazione funebre in onore del suo predecessore, Papa Eugenio IV che lo aveva creato Cardinale solo l'anno precedente e che scelse per sé il nome di Niccolò V in onore del suo benefattore, il beato Niccolò Albergati, nato a Bologna il 23 febbraio 1373, monaco dell'Ordine certosino, Arcivescovo di Bologna dal 1417 al 1443, creato Cardinale nel 1426 da Papa Martino V, dapprima Camerlengo di Santa Romana Chiesa quindi Penitenziere maggiore tra il 1431 e il 1443 sotto il pontificato di Eugenio IV (1431-1447)

7 marzo, san Tommaso d'Aquino, Confessore (Roccasecca, 1225 - Abbazia cistercense di Fossanova, nei pressi di Piperno, 7 marzo 1274), frate dell'Ordo fratrum praedicatorum, canonizzato da Papa Giovanni XXII il 18 luglio 1323 e proclamato Dottore della Chiesa, Doctor Angelicus, da Papa san Pio V, con la bolla Mirabilis Deus, l'11 aprile 1567 - Chiesa dei Giacobini, intitolata a San Tommaso d'Aquino, a Tolosa, in Aquitania. Fa parte del complesso conventuale eretto sui terreni acquistati nel 1229, con il denaro donato da un ricco notabile tolosano, Pons de Capdenier, dall'Ordo fratrum praeicatorum, i cui fratelli francesi venivano chiamati Jacobins a motivo del loro grande convento di rue Saint Jacques a Parigi, nel centro della città di Tolosa, fra il Campidoglio e la Garonna. Dal 1369, per concessione di Papa Urbano V, l'occitano Guillaume de Grimoard, la chiesa ospita le reliquie di San Tommaso d'Aquino, il cui feretro era stato fino ad allora custodito presso l'abbazia cistercense di Fossanova, nel Lazio. Già nel 1229, nel complesso conventuale, era stata istituita l'Università di Tolosa. La chiesa, gioiello dell'arte gotica in Linguadoca, verrà completata nel 1385 e consacrata nello stesso anno. - a. D. 1274 - Presso l'abbazia cistercense di Fossanova, nel Lazio, alle prime ore del mattino, dopo aver ricevuto l'Eucaristia, muore san Tommaso d'Aquino, mentre si trovava in viaggio verso Lione, dove, su invito di Papa Gregorio X (1271-1276), avrebbe dovuto partecipare al secondo Concilio di Lione, il quattordicesimo Concilio Ecumenico, convocato dallo stesso Papa, che anche lo presiedette, per il 1° maggio, in occasione del quale avrebbe condotto alla definitiva approvazione degli ordini mendicanti domenicano e francescano

8 marzo, Dominica secunda in Quadragesima, san Giovanni di Dio, Confessore (Juan Ciudad, Montemor o Novo, nell'Alentejo in Portogallo, 8 marzo 1495 - Granada, 8 marzo 1550), fondatore nella prima metà del XVI secolo, dopo che si era posto sotto la guida spirituale del sacerdote castigliano san Giovanni d'Avila ed essere stato in pellegrinaggio al Monastero reale di Santa Maria de Guadalupe in Estremadura, del mendicante Ordine Ospedaliero, Ordo Hospitalarius, noto ai più come Ordine del Fatebenefratelli, a motivo del modo originale con il quale il santo fondatore e quindi i suoi discepoli chiedevano la carità, "Fate del bene a voi stessi! Fate bene,fratelli", dedito alla cura dei poveri e degli infermi e al riscatto delle prostitute. I discepoli del santo fondatore, dopo la sua morte, solo dal 1572 costituirono una comunità religiosa anche formalmente tale secondo il diritto canonico, facendo propria la Regola di Sant'Agostino e professando i voti di povertà, castità ed obbedienza nonché di assistere gli infermi. Fu canonizzato il 16 ottobre 1690 da Papa Alessandro VIII. Nel 1886 Papa Leone XIII lo dichiarò Patrono degli ospedali nonché degli operatori sanitari, insieme a san Camillo de Lellis; il 28 agosto 1930 Papa Pio XI lo proclamò, sempre insieme a san Camillo de Lellis, Patrono degli infermieri - Monastero reale di Santa Maria de Guadalupe, in Estremadura. Per oltre quattro secoli è stato il più importante monastero di Spagna e uno dei santuari più venerati d'Europa. Il monastero ebbe origine nel tardo XIII secolo, quando un pastore, proveniente dalla vicina Caceres, Gil Cordero, scoprì sulle rive del fiume Guadalupe una statua della Madonna, che sarebbe stata nascosta dagli abitanti locali per sottrarla alla furia devastatrice dei Mori, al tempo dell'invasione da parte loro della penisola iberica nel 710. Sul luogo del rinvenimento venne eretta una cappella. Re Alfonso XI di Castiglia (1312-1350), il quale visitò la cappella più di una volta, implorò l'intercessione della Madonna venerata nella sacra immagine di Guadalupe in occasione della decisiva battaglia del rio Salado, combattuta nei pressi di Cadice dalla coalizione dei regni cristiani della penisola iberica contro quella islamica del Sultanato di Granada e del Sultanato merinide del Marocco, una schiacciante vittoria che troncò il progetto di una riconquista islamica della penisola. Il Re di Castiglia, ascrivendo la vittoria all'intercessione di Maria, dichiarò la chiesa di Guadalupe Santuario reale, accollandosene i costi della ristrutturazione. Nel 1389 i monaci dell'Ordo Sancti Hieronymi, noti come gerolamini, ordine, dedito alla vita contemplativa e disciplinato secondo la Regola di Sant'Agostino, originato da alcune comunità eremitiche presenti in Spagna agli inizi del XIV secolo e riunite nel 1373 da Papa Gregorio XI (1370-1378) a Lupiana, in Castiglia, sotto la direzione di Pedro Fernandez Pecha, iniziarono ad abitare il monastero facendolo diventare la loro sede principale. Nel 1474 il Re di Castiglia Enrico IV (1454-1474) venne qui sepolto, vicino alla madre, Maria Fernandez d'Aragona. Qui Cristoforo Colombo fece il suo primo pellegrinaggio dopo la scoperta delle Americhe nel 1492 - a. D. 1890 - L'attore ed esploratore statunitense Buffalo Bill perde nel rione Prati a Roma una sfida nella doma di puledri contro i butteri dell'Agro Pontino capitanati da Augusto Imperiali, buttero della Casata Caetani

9 marzo, santa Francesca Romana, Vedova, nata Francesca Ponziani a Roma nel 1384 e ivi morta il 9 marzo 1440, fondatrice, il 15 agosto 1425, presso il monastero olivetano di Santa Maria Nova a Roma, della comunità delle Oblate di Tor de' Specchi, Congregatio Oblatarum Turris Speculorum, dedita alla preghiera contemplativa e al lavoro manuale, che poi, il 25 marzo 1433, si stabilì sotto la Torre de' Specchi nel rione Campitelli, mentre, con una lettera del 4 luglio 1433, Papa Eugenio IV concedeva alle oblate di condurre vita regolare in legame spirituale con l'ordine benedettino di Monte Oliveto, fu canonizzata da Papa Paolo V il 29 maggio 1608; Patona di Roma, insieme agli Apostoli Pietro e Paolo, invocata contro la peste. San Domenico Savio, Confessore, (San Giovanni di Riva presso Chieri, 1842 - Mondonio di Castelnuovo d'Asti, 9 marzo 1857), allievo di san Giovanni Bosco che ne scrisse la Vita, fu canonizzato da Papa Pio XII il 12 giugno 1954, Patrono dei pueri cantores, dei ministranti, delle gestanti, dei bambini e degli adolescenti. Santa Caterina de' Vigri, Badessa (Bologna, 8 settembre 1413- Bologna, 9 marzo 1463), nel 1432 professa la regola francescana di Santa Chiara, approvata da Papa Innocenzo IV (1243-1254), dando inizio alla vita claustrale francescana nel monastero del Corpus Domini a Ferrara, per poi venire invitata nel 1456, a motivo delle sue virtù carismatiche, dalla cittadinanza e dalle autorità civili e religiose di Bologna, a trasferirsi nello stesso capoluogo emiliano e fondare ivi il locale monastero del Corpus Domini, di cui sarà badessa nei successivi sette anni; verrà canonizzata da Papa Clemente XI il 22 maggio 1712, nella solennità della Santissima Trinità - Monastero del Corpus Domini, noto anche come della Santa, a Bologna: fondato il 22 luglio 1456 da santa Caterina de' Vigri, è il primo convento di suore clarisse della città. Il Santuario è stato costruito tra il 1477 e il 1480, mentre il monastero è preesistente, databile intorno al 1300. Nella chiesa sono sepolti gli scienziati bolognesi Luigi Galvani (1737-1798) e Laura Bassi (1711-1778) - a.D. 1562 - A Napoli, al tempo del Viceré Pedro Afan de Ribera, Duca di Alcalà, e dell'Arcivescovo metropolita il Cardinale Alfonso Carafa, pronipote di Papa Paolo IV (1555-1559), al secolo Gian Pietro Carafa, sono banditi i baci in pubblico, per i contravventori è prevista la pena di morte

10 marzo, santi Quaranta martiri di Sebaste (Sebaste,in Armenia Minore, 320), gruppo di legionari romani, appartenenti alla Legio XII Fulminata, legione romana costituita da Gaio Giulio Cesare nel 58 a.C., il cui emblema era il fulmine, in occasione della campagna contro il popolo celtico degli Elvezi e la successiva conquista della Gallia, destinata ad essere attiva fino all'inizio del V secolo a guardia del guado dell'Eufrate all'altezza di Melitene in Cappadocia, i quali rifiutarono di abiurare alla loro fede e a motivo di ciò furono annegati, al tempo delle persecuzioni anticristiane scatenate dall'Augusto d'Oriente Giovio Licinio a partire dall'anno 316 - Chiesa dei Santi Quaranta Martiri, nel rione Trastevere di Roma, eretta nel 1122 per volere di Papa Callisto II (1119-1124). Nel 1608 fu restaurata su commissione dell' Arciconfraternita del Gonfalone. Successivamente, tra il 1744 e il 1747, al tempo del pontificato di Papa Benedetto XIV (1740-1758), fu riedificata, secondo il progetto dell'architetto marchigiano Giuseppe Sardi, dai frati minori scalzi, appartenenti all'Ordo fratrum minorum, della Riforma (1540-1562, autorizzata nel 1553 da Papa Giulio III) di san Pietro d'Alcàntara, canonizzato da Papa Clemente IX (1667-1669) il 28 aprile 1669, i quali al titolo primitivo dei Santi Quaranta aggiunsero quello di San Pasquale Baylon, frate dello stesso Ordo fratrum minorum discalceatorum o alcantarinorum, frate converso dal 1564, difensore del mistero eucaristico nella Francia calvinista nel 1576, canonizzato da Papa Alessandro VIII (1689-1691) il 16 ottobre 1690. I frati minori scalzi vi fecero costruire nei pressi un ospedale. Pochi anni prima, il Re di Spagna Filippo V di Borbone, con regio decreto del 23 dicembre 1738, aveva posto la chiesa sotto la Corona di Spagna - a. D. 1208 - Papa Innocenzo III (1198-1216), in seguito all'assassinio del monaco cistercense Pietro di Castelnau, che era stato inviato dallo stesso pontefice, insieme a suoi confratelli, a combattere l'eresia catara nel sud della Francia, con propria bolla chiama a raccolta la Cristianità per intraprendere la Crociata contro gli albigesi (1209-1229), destinata ad estirpare dall'Occitania l'eresia catara, derivazione del manicheismo, del gnosticismo e del docetismo, con rifiuto dei sacramenti del battesimo, dell'eucarestia e del matrimonio, la quale fu assunta a fondamento dell'istituzione di una struttura ecclesiastica parallela a quella cattolica


11 marzo, san Costantino, Re della Cornovaglia e Martire (520-576), sovrano britanno convertitosi in età avanzata al Cristianesimo in seguito all'incontro con san Petroc, già principe gallese,divenuto poi monaco ed abate, il quale, dopo aver abdicato al trono, si dedicò, penitente, alla vita religiosa, facendosi monaco e fondando chiese e monasteri di vita severa insieme al monaco irlandese san Colombano, per poi ritirarsi in eremitaggio vicino a Cardiff, in Galles. Sarebbe morto in Scozia, l'allora Caledonia, martirizzato dai Pitti a motivo della sua fede - Abbazia di Sant'Agostino, a Bristol nel sud ovest della Britannia, eretta, in stile romanico normanno, a partire dal 1140, per volere del nobile anglosassone Robert Fitzharding, barone di Berkeley in Glouchestershire, e consacrata l'11 aprile 1148 - a. D. 1387 - Battaglia di Castagnaro, tra Verona e il Polesine, tra l'Adige e il Po, battaglia combattuta, nel contesto della guerra di successione al Patriarcato di Aquileia (1381-1388) che vide contrapposte, da una parte, la fazione filoimperiale, la quale sosteneva la nomina a Patriarca di Aquileia del cardinale francese Philippe d'Alençon, cugino del Re di Francia, ed era composta dalla città di Cividale, in rappresentanza del Patriarcato, dai Carraresi di Padova e dal Re d'Ungheria e di Polonia Luigi d'Angiò, e la fazione filoveneziana (Antonio Contarini, Michele Morosini e Antonio Venier, Dogi di Venezia), chiamata la Felice Unione, che contestava la nomina a Patriarca del cardinale francese e a cui aderirono la città di Udine, rivale in affari e prestigio di Cividale, la quale nominò il nobile friulano Simone di Colloredo capitano generale della Lega e gli Scaligeri di Verona, tra l'esercito di Antonio della Scala, Signore di Verona (1381-1387), comandato dai capitani di ventura Giovanni Ordelaffi, nipote del Signore di Forlì Sinibaldo Ordelaffi (1376-1386), e Ostasio da Polenta, figlio di Guido Lucio da Polenta, Signore di Ravenna e Vicario pontificio (1359-1389), e l'esercito di Francesco I da Carrara, Signore di Padova (1350-1388), comandato dai capitani di ventura Francesco Novello da Carrara, figlio dello stesso Francesco I, e John Hawkwood, meglio noto in Italia come Giovanni Acuto, originario di Sible Hedingham nella contea dell'Essex, in Inghilterra, comandante della Compagnia Bianca del Falco, conosciuta in Italia anche come Compagnia degli Inglesi, creata nel 1361 dallo stesso Giovanni Acuto e dal capitano di ventura tedesco, originario di Colonia, Albrecht Sterz, all'indomani della pace di Brétigny, stipulata, in questa località nei pressi di Chartres, l'8 maggio 1360, tra il Re d'Inghilterra Edoardo III Plantageneto (1327-1377) e il Re di Francia Giovanni II di Valois (1350-1364), la quale con una tregua di nove anni segnò la fine della prima fase della guerra dei cent'anni, la Guerra edoardiana (1337-1360). La vittoria arrise, nonostante l'inferiorità numerica degli effettivi, al Signore di Padova, mentre la signora degli Scaligeri su Verona ne usciva indebolita a tal punto che nell'ottobre di quello stesso anno sarebbero stati scacciati dalla città veneta per mano delle truppe del Signore di Milano e futuro Duca Gian Galeazzo Visconti (1385-1402)

12 marzo, san Gregorio Papa (590-604), Confessore e Dottore della Chiesa, proclamato tale nel 1298 da Papa Bonifacio VIII (1294-1303), insieme a Sant'Ambrogio, Sant'Agostino e San Girolamo, Patrono dei pontefici, dei cantanti e dei musicisti, da lui prende il nome il canto liturgico in lingua latina della Chiesa cattolica che, secondo la tradizione, sarebbe stato dallo stesso affidato alla Schola cantorum di Roma - Chiesa di San Gregorio Magno, all'interno del Castrum bizantino o Castello dei Curtensi di Ferrara, primo nucleo medievale della città, esistente almeno sino dalla fine del VI secolo, sulla sponda sinistra del ramo del Po di Volano. Il primo documento che riguarda la chiesa è uno scritto di Papa Leone VIII (963-965), datato al 964, dal quale risulta che questa era già parrocchia nel X secolo, il che la rende una delle più antiche di Ferrara. Nel 1278, l'allora parroco Bonus fu tra i sacerdoti che fondarono il sodalizio dei parroci cittadini. Nel XVIII secolo, il parroco don Antonio Ughi, trovando la chiesa quasi in rovina e la canonica pericolante, decise di restaurare in modo radicale la chiesa e di ricostruire completamente la canonica. Le modifiche strutturali, anche negli interni, furono tali che l'Arcivescovo di Ferrara, il Cardinale Alessandro Mattei (1777-1807), riconsacrò la chiesa il 13 aprile 1788 - a.D. 1171 - A seguito dell'incendio divampato nella colonia genovese di Galata, quartiere di Costantinopoli a nord del Corno d'oro, di cui vengono accusati i Veneziani, l'Imperatore Manuele I Comneno (1143-1180) ordina l'arresto di tutti i cittadini veneti presenti nei territori dell'Impero romano d'Oriente e la confisca di tutti i loro beni: in sei mesi l'Arsenale di Venezia allestì 100 galee e 20 navi tonde, che salparono nel mese di settembre al comando del Doge Vitale II Michiel (1155-1172), inteso a realizzare una spedizione punitiva simile a quella che era stata condotta dal suo avo e predecessore Domenico Michiel (1116-1130), tra il 1122 e il 1126, che aveva piegato le resistenze di Costantinopoli alla penetrazione commerciale dei mercanti veneziani

13 marzo, sant'Eufrasia, Martire a Nicomedia nella Provincia d'Asia sotto Diocleziano (grande persecuzione 303-305) - Basilica dei Santi Vitale e Compagni martiri in Fovea, nel rione Monti a Roma. La basilica sorge dove in origine vi era un oratorio risalente al IV secolo e dedicato ai santi martiri milanesi Gervasio e Protasio, vittime, a Milano, delle grande persecuzioni anticristiane scatenate nel III secolo dagli Imperatori Decio, Valeriano e Diocleziano e figli di san Vitale, ufficiale dell'esercito romano, beneficiarius, il quale, mentre si trovava a scortare il giudice Paolino a Ravenna, venne anch'egli martirizzato, avendo assistito e provveduto alla sepoltura del medico cristiano, di origine ligure, Ursicino, e di santa Valeria, la quale, ritornando a Milano con la salma del marito, venne catturata da una banda di di briganti pagani e, costretta ad adorare una divinità pagana, rifiutandosi, venne anch'ella martirizzata. Verso la fine del IV secolo la pia matrona Vestina lascia tutti i suoi averi all'oratorio, che viene trasformato in basilica a tre navate e consacrato da Papa Innocenzo I (401-417) nel 402. Nella sottoscrizione degli atti del sinodo romano del 595 (Papa Gregorio I Magno) da parte dei presbiteri di quello che in origine era stato il titulus Vestinae compare l'appellativo titulus Sancti Vitalis. La basilica fu restaurata e dotata di ricchi doni da Papa Leone III (795-816), nuovamente restaurata in epoca medievale, e completamente rifatta dapprima da Papa Sisto IV (1471-1484), nel 1475, quindi da Papa Clemente VIII (1592-1605), nel 1595: questi ultimi interventi ridussero la basilica ad una sola navata, al posto delle tre originarie, e portarono, chiudendolo e riducendolo a vestibolo della basilica, alla scomparsa del portico che verrà ripristinato al tempo dei lavori di restauro effettuati tra il 1937 e il 1938 - a. D. 1516 - Carlo d'Asburgo, figlio di Filippo d'Asburgo il Bello, Duca di Borgogna e Re consorte di Castiglia e Leòn, a sua volta figlio dell'Imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano I d'Asburgo (1508-1519) e della sua prima moglie Maria di Valois, Duchessa di Borgogna, e di Giovanna di Trastamara, Regina di Castiglia e Leon, figlia dei cattolicissimi sovrani Ferdinando II d'Aragona e Isabella I di Castiglia, al compimento dei 16 anni, che, secondo il diritto canonico, segnavano l'inizio della maggiore età, morto il nonno materno Ferdinando II d'Aragona, ne eredita il trono ed, essendo stata la madre Giovanna riconosciuta inferma di mente, quest'ultima è costretta a cedergli i suoi poteri effettivi sulla Castiglia e il Leon, il che gli permise di fregiarsi, a tutti gli effetti, del titolo di Re di Spagna, assumendo il nome di Carlo I

14 marzo, santa Matilde, Regina consorte dei Franchi orientali (919-936), madre dell'Imperatore dei Romani Ottone I il Grande (962-973), quindi monaca presso il convento femminile da lei fondato a Quedlinburg in Sassonia-Anhalt, dove venivano educate le figlie della più illustre nobiltà e dove si pregava per le anime del suo consorte, Enrico l'Uccellatore, e dei successori di questi sul trono di Germania. Qui si spense e venne sepolta nel 968. Venne proclamata santa per acclamazione subito dopo la morte -
Bartolomeo
Bartolomeo

Messaggi : 52
Data di iscrizione : 21.10.19

Torna in alto Andare in basso

Calendario storico Empty Re: Calendario storico

Messaggio Da Contenuto sponsorizzato


Contenuto sponsorizzato


Torna in alto Andare in basso

Torna in alto


 
Permessi in questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum.